Germania: Erdogan a Colonia inaugura la moschea

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L'inaugurazione della moschea Ditib, nel quartiere di Ehrenfeld, Erdogan l'ha definita "un momento di importanza storica", in quanto si tratta di "un'opera dell'orgoglio, che deve essere aperta a tutte le persone".

Can Dündar "è un agente e ha violato il segreto di Stato", ha affermato dal canto suo Erdogan, il quale trova "molto importante collaborare con la Germania, in ambito economico, in una situazione win-win".

Berlino interpreta questa richiesta come una provocazione, ritenendola irricevibile: "È un nostro diritto fondamentale cercare l'estradizione di un condannato".

Il presidente turco ha sempre fatto pesare questo accordo, usando spesso parole dure nei confronti della Germania, che da alcuni anni, dopo gli attentati subiti a spese dei cittadini tedeschi e non, sta riscoprendo il tema della sicurezza. Il numero uno turco ha incontrato al Castello Bellevue il collega della repubblica tedesca, Frank-Walter Steinmeier. Una visita che è stata accompagnata negli scorsi giorni da una serie di polemiche e richieste, quest'ultime, in particolare da parte di Amnesty International e di Reporter senza frontiere, di affrontare la questione della violazione dei diritti umani in Turchia, a seguito della "dittatura" che vige nel paese dopo il noto colpo di stato di due anni fa.

Numerose le proteste previste per la giornata odierna, come quella programmata alle ore 16:00 a Potsdamer Platz, a Berlino, dove sono attese circa 10mila persone. "L'islam non è terrorismo", ha ripetuto Erdogan nel suo discorso, ma l'Europa si deve impegnare in "una lotta maggiore" contro il vero terrorismo, che secondo il presidente turco è rappresentato dal movimento di Fethullah Gulen e dal partito curdo dei lavoratori Pkk. Alla fine, a rinunciare è stato il giornalista turco, che non si è presentato. Il caso Dündar, giornalista che vive in esilio a Berlino dal 2016, rischia di surriscaldare il clima della visita.