Polmonite: a Brescia legionella non presente nell'acqua

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"Ad oggi - continua Gallera - l'analisi dei dati ci permette di concentrare tutti gli sforzi messi in campo da Ats nelle torri di raffreddamento delle aziende". Quarantadue persone sono risultate positive alla legionella. La svolta è arrivata lunedì 17 settembre, quando i laboratori dell'Agenzia per la tutela della Salute di Brescia (Ats) hanno ufficializzato la presenza del batterio in nove dei dieci campioni prelevati dalle torri di raffreddamento di tre grandi impianti industriali della zona: una cartiera a Montichiari, un'acciaieria a Calvisano e un'azienda meccanica di Carpenedolo.

ORDINANZE DI SANIFICAZIONE. "A seguito delle prime risultanze - ha aggiunto - ATS Brescia ha convocato i Sindaci dei tre comuni per fornire le prime opportune informazioni; al contempo è stata loro trasmessa nota formale con richiesta di emissione di ordinanza contingibile e urgente perché dispongano la sanificazione di alcune aziende del loro territorio. Verrà inoltre valutato se le stesse abbiano effettuato valutazioni di rischio biologico e autocontrolli". "I risultati dei campionamenti effettuati da Ats Brescia - ha detto l'assessore regionale Giulio Gallera - ci permettono di stabilire definitivamente che la causa delle polmoniti non si trova nell'acqua degli acquedotti".

"Estenderemo il lavoro di campionamento - ha annunciato Gallera - a un'area più ampia e coinvolgeremo i sindaci del territorio interessato affinché tutte le aziende provvedano a sanificare le proprie torri di raffreddamento". Ma Scarcella ricorda che in questo territorio "non si pratica irrigazione a pioggia" che crea nebulizzazioni pericolose da respirare.

È stata l'aria, non l'acqua del fiume Chiese né tantomeno degli acquedotti, a veicolare il batterio della legionella che ha contagiato 405 persone tra Bassa Bresciana orientale e Alto Mantovano. Dei 405 casi 269 sono maschi, pari al 66,4% del totale, l'età media è di 64,6 anni (68,9 per le donne e 62,4 per i maschi). L'Asst San Gerardo riferisce che si tratta di un uomo di 78 anni residente a Cesano Maderno che il 13 settembre si è presentato al pronto soccorso con difficoltà respiratorie ed è stato portato in rianimazione. Infine, sono 354 i campioni prelevato, di cui 202 in abitazioni, 77 da torri di raffreddamento/evaporazione, 62 in reti idriche, 13 dal fiume Chiese e sue derivazioni.