Jean Asselborn, il ministro lussemburghese della parolaccia

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Nella sua lettura, dunque, non si tratta di un "caso isolato", ma di un vero e proprio metodo che Salvini e i suoi collaboratori utilizzerebbero per acquisire consenso fra l'opinione pubblica. Il leader della Lega è riuscito a mantenere la calma limitandosi a dire "Io non l'ho interrotta e la buona educazione prevede che lei non mi interrompa mentre parlo".

Salvini ricostruisce in un post sui social la vicenda: "Il ministro del Lussemburgo ha dichiarato stamattina che in Europa 'abbiamo bisogno di immigrati perché stiamo invecchiando'".

Vienna - Braccio di ferro sui migranti, lite tra Salvini e il ministro del Lussemburgo.

A questo punto il ministro degli Esteri del Lussemburgo ha interrotto Salvini dicendo: "io sono il ministro del Lussemburgo e controllo le mie finanze e voi in Italia dovete occuparvi dei vostri soldi per aiutare a dare da mangiare ai vostri figli, merde alors". Secondo le cifre, aggiornate all'inizio del 2018, gli italiani presenti nel paese sono 21.962 e costituiscono il 3,6% della popolazione totale.

Nel suo intervento Salvini ha spiegato "di essere al governo e di essere pagato per aiutare i nostri giovani a tornare a fare quei figli che facevano qualche anno fa e non per espiantare il meglio dei giovani africani per rimpiazzare i giovani europei che per motivi economici oggi non fanno più figli. Non vogliamo avere nuovi schiavi per soppiantare i figli che non facciamo più". Guardate la sua reazione, non l'ha presa bene: "ha iniziato a insultare".

Italia e Austria vicine sull'approccio alla questione dei migranti.

"In Italia abbiamo l'esigenza di fare figli, non di avere nuovi schiavi per soppiantare i figli che non facciamo più". Dopo lo sbarco di centinaia di profughi a Lampedusa, il Viminale ha segnalato una piccola barca con 15 tunisini a bordo alla deriva in acque maltesi. Il riferimento è ovviamente allo scontro avuto al vertice e alle riprese effettuate dai collaboratori di Salvini che "riprendono tutto ciò che fa, anche incontri e vertici con ministri e capi di stato", rendendo impossibile "un dibattito franco".