Tocca il freno dell'avversario: due gp di squalifica per Fenati

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Questa mattina, a mente lucida, avrei voluto che fosse stato solo un brutto sogno.

Dello stesso avviso anche Giovanni Cuzari, proprietario del Forward Racing Team: "Dopo lo spiacevole episodio tra Romano Fenati e Stefano Manzi, la squadra ritiene impossibile iniziare la prevista collaborazione con il pilota ascolano per la stagione 2019". E lui, in un comunicato pubblicato sul suo sito e sui suoi canali social, ha chiesto scusa.

"Un uomo", continua Fenati, "avrebbe finito la corsa e poi sarebbe andato in Direzione Gara per cercare di ottenere giustizia per i precedenti episodi". Non avrei dovuto reagire alle provocazioni. Le critiche sono corrette e comprendono l'astio nei miei confronti. Non lo faremo sul piano umano, semplicemente perché non lo merita (e fidatevi che è così). È uscita un'immagine di me e dello sport tutto, orribile. Dunque nessun ripensamento. "Io sono sempre sceso in pista per vincere".

"Con estremo rammarico, dobbiamo constatare che il suo gesto irresponsabile abbia messo in pericolo la vita di un altro pilota e non possa essere scusato in alcun modo".

La colpa è del suo carattere impulsivo scrive il pilota 22enne non nuovo a sfuriate. Lui (Stefano Manzi, ndr) era davanti a me, poi l'ho superato. Non voglio giustificarmi so bene che il mio gesto non è giustificabile, voglio solo scusarmi con tutti. "Ora avrò tempo per riflettere e schiarirmi le idee".

Romano Fenati ha detto proprio oggi al quotidiano "La Repubblica" che non correrà più nel motomondiale. "Non è più il mio mondo Troppa ingiustizia". Chiede scusa, è vero, ma dice anche che "mi piacerebbe vedervi in sella ad una di quelle moto". Però - aggiunge - volete vedere il mio casco e la tuta? C'è una lunga striscia nera: la gomma di Manzi. "Dopo avermi superato, mi ha rallentato portandomi fuori pista per la seconda volta". Il pilota ha poi aggiunto: "Ho avuto paura? Del resto, lo facevo già". Per fortuna i due piloti sono rimasti in piedi ed in corsa. Quelli che commettono errori sono sempre gli stessi.

Affiancandolo in rettilineo, ad oltre 250 km/h, Romano Fenati ha afferrato il freno della moto dell'avversario. Ma mi rendo conto che a nessuno importa di me e di quello che sto passando. E allora, meglio dire addio.