Puglia: obeso morto perché manca la tac adatta

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I pazienti obesi devono di certo avere la stessa accessibilità ai servizi rispetto agli altri e, per ottenere tale risultato, le strutture devono essere dotate di macchinari diagnostici adatti a loro. Ne ha parlato Renato Perrini, consigliere regionale di Direzione Italia. Arrivato in reparto, iniziano le complicazioni. Dopo due giorni di ricovero, però, riferisce suo fratello Giulio, ha cominciato ad avere problemi allo stomaco: "Ogni volta che beveva o mangiava qualcosa, vomitava". Inoltre era diventato stitico. "Probabilmente nella caduta aveva subito anche danni all'apparato digerente", racconta Giulio. L'uomo pesava 180 chili e a causa della sua obesità non ha potuto fare la tac. Ma un macchinario capace di fare una tomografia computerizzata a un obeso non è disponibile. Esami insufficienti per mettere Luca sotto i ferri del chirurgo. Per Luca infatti non è stato possibile effettuare una semplice tac poiché in tutta la Puglia non ce n'era nemmeno una adatta alle persone obese.

"Luca aveva molte patologie, e sarebbe morto comunque: perciò oggi non chiedo giustizia o un risarcimento danni, quello che voglio è un piano per l'acquisto di Tac per grandi obesi, affinché a nessun'altro succeda quello che è successo a mio fratello", il messaggio finale lanciato dal fratello. "Stava molto male quando l'hanno portato in rianimazione, dove purtroppo è morto" conclude.

"Assurdo - osserva - se si pensa che l'obesità, vera e propria malattia, cresce a un ritmo dell'8% all'anno e in Puglia, in modo particolare, interessa al 13% della popolazione". Una cernita che afferma essere necessaria "a capire quante siano nelle condizioni di poter diagnosticare malattie gravi su soggetti obesi, e provvedere quindi ad installarle con urgenza in caso di mancanza".

Per di più, nella stessa regione, non è neppure il primo caso del genere: soltanto qualche mese fa un uomo di 47 anni è morto dopo aver trovato una tac non funzionante.