Migranti, lite tra Salvini e il ministro del Lussemburgo

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A scatenare la lite, una dichiarazione del lussemburghese secondo cui l'immigrazione sarebbe necessaria per contrastare l'invecchiamento della popolazione europea. Parole che non vanno giù al responsabile del Viminale. "Sentivo qualche collega prima di me dire che abbiamo bisogno di immigrazione perché la popolazione europea invecchia, io ho una prospettiva completamente diversa - afferma Salvini - Io penso di essere al governo e di essere pagato dai miei cittadini per vedere i giovani tornare a fare quei figli che facevano qualche anno fa, e non per espiantare il meglio dei giovani africani e rimpiazzare europei che per motivi economici non fanno più figli". Alla frase pronunciata da Salvini durante il suo intervento, "non abbiamo l'esigenza di avere nuovi schiavi per soppiantare i figli che non facciamo più", il collega lussemburghese ha sbottato per poi commentare con l'imprecazione "merde alors" (una sorta di "diamine") e dicendo: "Occupatevi dei vostri soldi per aiutare a dare da mangiare ai vostri figli".

Le parole del leader della Lega fanno infuriare il lussemburghese, che deride Salvini facendogli il verso al microfono: "Bla, bla, bla...". "Io non l'ho interrotta, mi lasci finire".

A stretto giro, Salvini posta su Facebook l'intervento a Vienna condividendo con i suoi follower il battibecco. Salvini è stato al centro dell'attenzione sin da prima dell'inizio, quando da Berlino la portavoce del ministro dell'interno Horst Seehofer, Eleonore Petreman ha ribadito che per Berlino l'accordo sui migranti con l'Italia è chiuso: "L'accordo politico è stato preso" e mancano passaggi "tecnici", ha detto, smentendo Salvini che ieri aveva detto che l'accordo ancora non c'è. Magari in Lussemburgo c'è questa esigenza, in Italia invece abbiamo l'esigenza di aiutare i nostri figli a fare degli altri figli e non ad avere nuovi schiavi per soppiantare i figli che non facciamo più. E poi conclude con una espressione colorita: "Merde, alors". Guardate la sua reazione, non l'ha presa bene.