Macron lancia il piano anti-povertà

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"Con una legge nel 2020, creeremo un reddito universale per consentire a tutti di vivere decentemente".

Il varo del reddito universale si inserisce in un più grande piano da 8 miliardi di euro in quattro anni per contrastare la povertà. Un po' come il Movimento 5 Stelle, che da anni porta avanti la battaglia sul reddito di cittadinanza, il leader di En Marche ha annunciato l'introduzione entro il 2020 del "reddito universale di attività". Come riportato dai colleghi della stampa transalpina, è arrivato oggi il tanto atteso piano economico, previsto inizialmente per il mese di luglio: si tratta di un piano quadriennale che tocca diversi temi, misure di sostegno a una "strategia nazionale di prevenzione e lotta alla poverà".

Nel piano dell'Eliseo, non ancora dettagliato, il reddito universale si accompagnerà a "diritti e doveri aggiuntivi", ha specificato il presidente francese, che sta vivendo un calo di popolarità e consensi. Percentuale che sale al 19,8% tra i minori.

"Essere poveri - ha dichiarato Macron durante l'intervento - non deve più essere un'eredità: oggi servono 180 anni a un bambino povero affinché qualche suo discendente acceda alla classe media".

Ogni beneficiario dovrà infatti iscriversi in un "percorso di inserimento in cui non sarà possibile rifiutare più di due offerte ragionevoli di lavoro", ha concluso.

Partendo con un tributo alle associazioni che lottano contro la povertà, il presidente è rapidamente entrato nel vivo della strategia, che prevede due pilasti fondamentali: quello dell'obbligo scolastico fino a 18 anni e il reinserimento nel mercato del lavoro per i giovani e non solo, attraverso il trasferimento del Revenu de solidarité active e altri aiuti sociali nel "reddito universale di base". "Il cibo è un diritto fondamentale dei bambini che può a malapena essere garantito", ha detto il capo dello Stato, desiderando "l'accesso alla mensa più universale" con "pasti a un euro" e colazione proposta nelle scuole "per garantire che tutti i bambini inizino la giornata nelle stesse condizioni". Creato sotto la gestione socialista, è pari attualmente a 550 euro mensili.