Governo, Di Maio: "Con Giovanni Tria non c'è alcuna divisione"

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Smentita è "mezza verità", anche questa volta?

In estrema sintesi, si tratta di una vera e propria truffa politica con la quale continuare ad alimentare, o almeno tentare di farlo, il grande autoinganno collettivo che si nasconde nella psicologia di milioni di cittadini che, in totale buona fede, hanno creduto di cambiare il mondo attraverso le chiacchiere in libertà dei loro paladini pentastellati. L'abbiamo ribadito in campagna elettorale ed è stato scritto nero su bianco nel contratto di governo.

Intanto, fonti del Mef smentiscono i rumors sulle ipotesi che il titolare di via XX settembre possa abbandonare l'incarico.

"Bisogna trovare gli spazi in modo molto graduale per una partenza di un primo accorpamento e una prima riduzione delle aliquote sui redditi familiari": così il ministro dell'Economia, Giovanni Tria, ha aperto a una riduzione delle tasse agendo sulle aliquote Irpef, nel corso di un intervento alla Summer School di artigianato. Anche se non si parla apertamente di cifre (a tal proposito, Di Maio ha smentito le recenti indiscrezioni che parlavano di un tetto iniziale a 300 euro, ripetendo ancora che si sta ragionando di una misura da 780 euro al mese per 5 milioni di persone). Tria, in verità, non sembra convinto di spendere tanto: "Eppure lui ci deve assolutamente ascoltare, una chiusura su questo sarebbe un problema". Motivo dello scontro il reddito di cittadinanza.

Su queste basi ci siamo fatti la calda estate a suon di propaganda: con il "capitano" che annunciava in ogni occasione propizia, tra una festa di paese e una diretta facebook, l'imminente rivoluzione fiscale, noncurante delle parole giudiziose di chi - il ministro dell'Economia - gli faceva notare con garbo l'impraticabilità dell'idea, se non altro nel breve periodo.

Se lo scontro con il Movimento continuerà, è disposto a farsi da parte. "Il clima è costruttivo - garantisce il presidente della commissione Finanze in Senato Alberto Bagnai - stiamo lavorando sulle priorità nel rispetto dei vincoli". "Non transigerò, su questo ci deve ascoltare", ha detto a Radio Anch'io il ministro per il Sud Barbara Lezzi, ripetendo che, come anticipato da Di Maio, se dovesse saltare "il governo avrebbe dei problemi".