Migranti, oltre 100 morti in un naufragio in Libia

Regolare Commento Stampare

I due gommoni avevano lasciato le coste libiche il primo settembre. Erano partiti due gommoni, con a bordo in totale oltre 300 persone. Uno dei gommoni ha un guasto al motore ma non affonda e continua la traversata e i migranti verranno soccorsi il giorno dopo dalla guardia costiera libica. Rinvenuti i corpi senza vita di tre bambini annegati, che secondo i testimoni avevano tutti "meno di un anno". Alla fine il bilancio è stato di oltre 100 morti, di cui una ventina sono bambini.

Sarebbero stati due, secondo le informazioni di Msf, i gommoni salpati dalla Libia quella mattina, per un carico complessivo di 185 persone provenienti da diversi Paesi africani, tra i quali Ghana, Nigeria, Algeria, Egitto, Mali, Sudan e la stessa Libia.

E' questo l'effetto delle politiche adottate prima da Minniti e poi da Salvini.

Quando "i soccorritori europei sono arrivati", ha detto ancora il superstite, erano "in aereo" e hanno "lanciato zattere di salvataggio quando eravamo già in acqua e la barca già affondata e capovolta". "In quel momento il telefono satellitare mostrava che non eravamo lontani dalla costa maltese".

Il nostro paese è arrivato anche a minacciare di non versare più il dovuto a Bruxelles se non ci fosse stata una ripartizione degli ospiti della nave. "Siamo riusciti a trattare 18 casi urgenti, tra cui nove persone con ustioni chimiche estese fino al 75 per cento del corpo". Tra gennaio e agosto 2018, la guardia costiera libica supportata dall'Unione Europea ha riportato in Libia 13.185 migranti e rifugiati.

Come parte delle sue attività nei centri di detenzione a Khoms e nell'area circostante, le équipe di Msf hanno fornito ulteriori cure al gruppo trattenuto nel centro di detenzione. Le équipe di MSF hanno anche organizzato sei ulteriori trasferimenti in ospedale. "Alcuni di loro non possono nemmeno sedersi, o camminare". "Abbiamo visto pazienti con gravi infezioni toraciche causate dalla prolungata permanenza in acqua".

Inoltre, molti dei sopravvissuti hanno perso un familiare nel naufragio.

Continua a morire la gente in mare in Libia. Le loro prospettive appaiono particolarmente cupe: i meccanismi guidati dall'UNHCR per evacuarli dalla Libia al Niger e reinsediarli in un paese terzo, lanciati nel 2017 all'indomani dell'indignazione globale scatenata dalle riprese della CNN in Libia, sono rimasti fermi per mesi.