Copyright: il Parlamento europeo approva la riforma

Regolare Commento Stampare

Il modo in cui condividiamo, vendiamo e utilizziamo le informazioni e i contenuti online è radicalmente cambiato. Seppur modificati rispetto all'impianto originario, il testo degli articoli 11 e 13 è stato aspramente criticato da più parti. EDiMA, associazione europea che rappresenta le principali piattaforme online come Airbnb, Allegro, Amazon EU, Apple, eBay, Expedia, Facebook, Google, King, Microsoft, Mozilla, Oath, OLX, Snap Inc., TripAdvisor, Twitter, Veon Digital e Yelp ha definito "sconcertante e sorprendente" l'esito della votazione odierna. I link agli articoli si potranno condividere se accompagnati da poche parole per riassumerne il contenuto, mentre saranno protetti da copyright gli "snippet", cioè le anteprime degli articoli con immagini e testi brevi. Anche i creativi, dai musicisti agli sceneggiatori, hanno diritto ad essere "remunerati" per i loro contenuti utilizzati da Facebook, Youtube e gli altri. Il testo apporta alcune modifiche alla originaria proposta delle Commissioni affari giuridici di giugno. La gratuità e la totale deregolamentazione producono distorsioni gravi e fake news, è la posizione di chi auspica da tempo una riforma.

La direttiva garantisce che i proprietari di piattaforme non solo saranno costretti ad adempire alle richieste delle future leggi nazionali, ma che saranno particolarmente attentinel farla rispettare, perché verrebbero considerati, nel nuovo inquadramento, come responsabili di ogni infrazione del diritto d'autore dei propri utenti.

Per il vicepremier Di Maio, è "una vergogna tutta Europea: il Parlamento Europeo ha introdotto la censura dei contenuti degli utenti su Internet". Di "na pagina nera per la democrazia e la libertà dei cittadini". Con la scusa della riforma del copyright, il Parlamento europeo ha di fatto legalizzato la censura preventiva. "Oggi il Parlamento europeo ha scelto di difendere la cultura e la creativita' europea e italiana, mettendo fine al far-west digitale" ha scritto in un tweet il presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani. Il testo approvato ieri dall'aula di Strasburgo contiene l'odiosa link tax e filtri ai contenuti pubblicati dagli utenti. "Non esiste vera libertà senza buone regole".