Svezia: populisti crescono ma si fermano al 17,7%

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"È tempo che gli altri partiti si prendano le proprie responsabilità e inizino a parlare con noi", ha dichiarato Mattias Karlsson, capogruppo dei Democratici Svedesi in Parlamento, che alle legislative del 2014 si era fermato al 12,9%. Ma penso che dobbiamo essere contenti perché abbiamo una posizione molto più solida nella politica svedese"."Avevamo grandi aspettative", dice Julia, "ma stiamo facendo la storia della Svezia, ogni elezione saliamo di più. Gli ex comunisti, Sinistra, si sono aggiudicati l'8%. Il terzo partito più votato sono i populisti del Sd, gli Svedesi democratici di Jimmie Akesson, scelti dal 17,6% degli elettori.

I socialdemocratici ai minimi storici restano il primo partito, l'estrema destra avanza raggiungendo il 18%. Buoni risultati anche per i piccoli partiti. A spingerlo così in alto, nell'ultima tornata elettorale, la più accesa e incerta della storia svedese, è stata soprattutto la linea anti immigrati: Il vero welfare si deve occupare degli svedesi ha ripetuto per tutta la campagna elettorale Akesson. Poi ci sono partiti minori che possono avere un ruolo in un Parlamento che, al momento, non ha una maggioranza chiara, anzi è destinato a fare "acrobazie" di accordi e si vede davanti i 63 seggi dei cosiddetti Democratici svedesi come un macigno, con cui appare estremamente difficile aprire un minimo dialogo.

Tradotto in seggi, la coalizione di sinistra composta dal Partito socialdemocratico uscente, il Partito dei Verdi e della Sinistra, ne guadagnerebbe 144 su 349 seggi in Parlamento, due in più rispetto alla coalizione di opposizione di centro-destra che ne ottiene 142. Finora nessun partito si è detto disposto a collaborare con l'estrema destra.

Ora via alle trattative per formare il nuovo governo.

Nessuno ha vinto, di fatto, ma è proprio in una situazione come questa che i pericoli emergono maggiormente.

Il risultato delle elezioni svedesi è stato commentato positivamente dal ministro dell'Interno e leader della Lega Matteo Salvini per il quale "la Svezia patria del multiculturalismo e modello della sinistra, dopo anni di immigrazione selvaggia ha deciso finalmente di cambiare".