Polmonite da legionella, grave un ragazzo di 29 anni ricoverato a Monza

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Con il supporto di ARPA si stanno incrociando i dati delle precipitazioni temporalesche e dei venti, con quelle della curva di incidenza dei casi, in attesa degli esiti dei campionamenti delle torri e delle irrigazioni.

"A ieri fino alle 20 vi sono stati 235 accessi al pronto soccorso, 196 sono le persone attualmente ricoverate, 12 le persone che hanno rifiutato il ricovero o che sono state dimesse, due i decessi, uno con una diagnosi accertata di legionella".

Secondo le previsioni degli epidemiologi, nei prossimi due giorni si arriverà a quota 300 e, forse, la flessione annunciata da Gallera è ancora lontana. Al momento le vittime sono due, delle quali sono per una è stato accertato il decesso per legionella: si tratta di una donna di 69 anni residente a Calvisano. Il paziente, dopo aver contratto il batterio, si trova in prognosi riservata nel reparto di terapia intensiva del San Gerardo, attaccato alla macchina "Ecmo" per la pulizia del sangue. In letteratura medica ci sono rarissimi casi di polmonite contratta da animali d'allevamento, ma i primi ad essere infettati sarebbero allevatori e veterinari.

Oltre 200 casi di polmonite hanno colpitola Bassa Bresciana ed è subito scattato l'allarme legionellosi. Così l'assessore al Welfare Giulio Gallera.

ESCLUSO SUBITO UN VIRUS - "Da subito - ha spiegato - Gallera - stante i quadri clinici e di laboratorio, è stato escluso che si trattasse di un virus". Intanto cresce il numero dei soggetti in cui si è riscontrata la patologia, che è salito a 250 circa. I bambini, i giovani e le persone che non hanno problemi di salute non sono stati colpiti. "Lo dico perché oggi aprono le scuole e servono messaggi chiari sul quadro complessivo di come si è sviluppata la malattia", ha concluso. Mentre gli ospedali sono sempre più affollati, sono arrivate le prime risposte sul fronte delle analisi. Il sindaco, Raffaele Favalli, le conosce quasi una ad una. "Tra loro ci sono un agricoltore, un operaio, un geometra e così via". Alcuni lavorano a Montichiari e negli altri centri bresciani che distano pochi chilometri. "Ed è proprio con la vicinanza territoriale che mi spiego il fenomeno". L'Asst di Mantova "ha attivato un protocollo aziendale di emergenza per poter fronteggiare un potenziale consistente afflusso di malati".