Marconi, nuovo sciopero Ryanair: voli a rischio

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Gli assistenti di volo e i piloti Ryanair aderiranno ad un altro sciopero che si svolgerà entro il 13 settembre 2018 anche in Italia, quindi comprendendo anche i voli che partiranno e arriveranno a Napoli. Uiltrasporti e Filt Cgil hanno riunito oggi a Roma i sindacati europei provenienti da Belgio, Germania, Irlanda, Olanda, Portogallo, Spagna e Svezia, e - sottolineano in una nota congiunta - che "contestualmente alla proclamazione dello sciopero europeo continueremo a denunciare alla Commissione europea e ai governi dei rispettivi Paesi l'approccio della compagnia verso i propri lavoratori". In queste ultime ore, la compagnia low cost ha avvertito via sms tutte le persone che avevano un biglietto già prenotato per domani sui voli cancellati dallo sciopero: come scrive Il Post, "Le persone che hanno un biglietto per domani e non hanno ricevuto nessun messaggio possono stare tranquille: i loro voli non sono stati cancellati". I piloti e gli assistenti di volo di Ryanair incroceranno le braccia per 24 ore. "Dato che abbiamo già offerto contratti locali e una retribuzione migliore - conclude il dirigente Ryanair - non vi è alcuna giustificazione per ulteriori scioperi".

Non si calmano le acque intorno alla compagnia aerea low cost Ryanair, ormai da diversi mesi al centro di una pesante battaglia interna tra dipendenti e stato maggiore capitanato da Michael O'Leary. "Innanzitutto Anpac non è rappresentativa rispetto ai Sindacati Confederali, e in secondo luogo quell'accordo è fortemente lesivo dei diritti dei piloti", ha dichiarato Massimo Marino della segreteria Uiltrasporti Toscana. Gli scioperi dovrebbero riguardare il Belgio, i Paesi Bassi, l'Italia, la Spagna e il Portogallo. L'annuncio ufficiale sulla data è però previsto il 13 settembre, dopo una riunione a Bruxelles. Attualmente la protesta dovrebbe riguardare gli assistenti di volo ma potrebbero partecipare anche i piloti. Inoltre, la Ryanair si rivolge anche a personale navigante chiamato da agenzie estere, provocando dumping salariale e contravvenendo a varie regole dell'UE.