L'Europarlamento approva la nuova direttiva sul copyright: censura preventiva o maggiore equità?

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Sono stati 438 i voti a favore, 226 quelli contrari e 39 astenuti.

Il Parlamento europeo ha approvato con larga maggioranza la direttiva per la riforma del diritto di autore, stabilendo che le grandi compagnie web dovranno condividere i loro ricavi con artisti e giornalisti. Abbiamo quindi affrontato le preoccupazioni sollevate in merito all'innovazione escludendo dal campo di applicazione i piccoli e microaggregatori o piattaforme.

Il Parlamento ha saputo scegliere in maniera equilibrata malgrado le incredibili pressioni subite e le falsità che sono state raccontate intorno a questa riforma da chi avrebbe preferito che su internet continuasse a valere la sola legge del più forte: per il bene della democrazia speriamo di non dover più assistere a episodi del genere. I deputati hanno introdotto nuove disposizioni che hanno lo scopo di non ostacolare ingiustamente la libertà di espressione che caratterizza Internet.

Le grandi piattaforme (Google e Facebook) dovranno anche istituire meccanismi rapidi di reclamo, ma dovranno essere gestiti dal personale e non da algoritmi, che consentano di presentare ricorsi contro una ingiusta eliminazione di un contenuto.

Il testo specifica che il caricamento di contenuti su enciclopedie online che non hanno fini commerciali, come Wikipedia, o su piattaforme per la condivisione di software open source, come GitHub, sarà automaticamente escluso dall'obbligo di rispettare le nuove regole sul copyright. Il testo prevede che i giganti del web debbano remunerare i contenuti prodotti da artisti e giornalisti. "Senza cultura del rispetto dei diritti di chi crea, scomparirebbero gli autori del presente e non ci sarebbero autori nel futuro".

Orbene, la direttiva europea sul copyright del 2001, ancora vigente, secondo l'opinione espressa dalla Commissione europea, non si adatta all'ambiente digitale, pertanto si è deciso di attivare un'operazione di attualizzazione, concretizzatasi nella proposta di direttiva sul diritto d'autore nel mercato unico digitale, ogni approvata dall'Europarlamento. Riportiamo di seguito il commento di Tajani. "Oggi il Parlamento europeo ha scelto di difendere la cultura e la creatività europea e italiana, mettendo fine al far-west digitale" ha scritto in un tweet il presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, dopo il via libera alla riforma. La direttiva in questo caso avvantaggia gli editori che potrebbero trovare una nuova fonte di remunerazione.

Vogliamo anche salvaguardare l'indipendenza e la qualità dei media, garantendo ai giornalisti la giusta remunerazione per il loro lavoro, che non può essere diffuso gratis dalle piattaforme per sottrarre pubblicità ai media stessi.

Mente chi parla di censura. Non ci sarà nessuna limitazione della libertà di espressione. Wikipedia e tutti gli utilizzi di contenuti a fini educativi sono esplicitamente esclusi dalla direttiva. Così come l'uso privato dei contenuti via Tinder, eBay o Dropbox.