Juncker annuncia la polizia Ue, 10mila uomini ai confini

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E' quanto intende fare la Commissione europea - scrive il giornale El Pais - approvando un progetto legislativo, che dovrebbe essere annunciato nel discorso sullo stato dell'Unione europea che il presidente dell'esecutivcomunitario Jean-Claude Juncker terrà mercoledì 12 settembre a Strasburgo. Juncker, presidente della Commissione europea, ha annunciato che mercoledì ha intenzione di approvare un progetto di legge per creare, per la prima volta, una vera e propria polizia di frontiera europea, facendo sì che i flussi migratori divengano di competenza comunitaria. Discorso che si configura come un piano programmatico per l'ultimo anno della sua Commissione. Le iniziative, in vista delle elezioni europee del maggio 2019, puntano a rassicurare l'opinione pubblica e a smontare alcuni degli argomenti usati dal fronte populista.

Una polizia di frontiera europea di circa 10mila uomini con capacità di sorveglianza sul territorio europeo e poteri di partecipazione ad operazioni di rimpatrio dei migranti. Una proposta presa in considerazione da diversi anni ma rimasta sempre sulla carta a causa della riluttanza di diversi Paesi, che temevano di perdere parte della sovranità. Ora pare che l'ultima crisi migratoria, scatenata dal rifiuto dell'Italia di consentire lo sbarco dei migranti della Diciotti, sia stata percepita dalla Commissione come talmente fuori controllo da far considerare a Juncker decisamente superata la vecchia gestione nazionale dei flussi migratori, che dunque, agli occhi dell'Europa, deve essere trasferita a una gestione centralizzata.

Lunedì, il responsabile per il Commercio negli Stati Uniti, Robert Lighthizer, verrà a Bruxelles per incontrare Cecilia Malmström, Commissaria europea per il commercio.

Già a inizio giugno la cancelliera Angela Merkel aveva ventilato l'ipotesi di trasformare Frontex in un corpo di polizia di frontiera "con competenze europee". Juncker proporrà allo stesso tempo un miglioramento dei canali di emigrazione legale, al fine di facilitare l'ingresso in Europa attraverso canali prevedibili e controllati.