Colpo di mortaio cade vicino all'ambasciata italiana in Libia

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Uno degli obiettivi dell'attacco, sferrato stamane all'alba nella capitale libica, sarebbe stata la sede dell'ambasciata italiana. Jamal al-Kafali, un giornalista che lavora per l'ambasciata libica in Tunisia, ha pubblicato una foto sulla sua pagina Facebook, confermando che i missili erano indirizzati contro l'ambasciata italiana e gli uffici di al-Serraj. Il sito dell'emittente ha riferito inoltre che da ieri sera alle 23 é stato concordato un nuovo cessate-il-fuoco anche oggi se la calma é "precaria" e si sentono colpi di arma da fuoco "intermittenti".

Un razzo ha colpito questa mattina, sabato 1 settembre, l'hotel Al Waddan, nel centro di Tripoli, a poche centinaia di metri dalla sede dell'ambasciata d'Italia.

La settima Brigata di Tarhuna, la formazione ribelle protagonista degli scontri degli ultimi giorni a Tripoli (39 morti e 119 feriti) ha respinto il cessate il fuoco che era stato annunciato ieri e ha promesso di continuare i combattimenti "fino a che non ripulirà Tripoli dalle milizie", accusate di corruzione. Fonti diplomatiche hanno spiegato che l'ambasciata non è stata coinvolta nell'attacco e che il personale diplomatico italiano è illeso.

Il sito d'informazione Libya Herald riferisce che sporadici scontri a fuoco e lanci di razzi hanno spinto le autorità libiche a chiudere per 48 ore l'aeroporto internazionale di Mitiga, e a dirottare i voli sullo scalo di Misurata. Secondo le autorità locali, almeno 16 razzi sono caduti nei quartieri di Arada, Girgarish, Ghoat Shaal, Siyahia, Wadi Rabea, Furnaj, Sug Juma e Mitiga.

I governi di Italia, Francia, Stati Uniti e Gran Bretagna sempre sabato hanno diffuso un comunicato congiunto in cui "condannano fermamente la continua escalation di violenza a Tripoli e nei suoi dintorni, che ha causato molte vittime e che continua a mettere in pericolo la vita di civili innocenti".

Tra i feriti, 51 sono civili. "Ribadiamo", continua la nota pubblicata sul sito della Farnesina, "che il Diritto Internazionale Umanitario vieta di colpire la popolazione civile e di sferrare attacchi indiscriminati". "Chiediamo ai gruppi armati di fermare immediatamente tutte le azioni militari e mettere in guardia coloro che cercano di minare la stabilità, a Tripoli o altrove in Libia, che saranno ritenuti responsabili", dice la dichiarazione.