Tria dice che non è a Pechino per vendere Btp

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Molto più possibilista invece sulla "One Belt One Road", l'iniziativa strategica eurasiatica di investimenti infrastrutturali della Cina: "E' un'iniziativa potenzialmente di grande trasformazione per tutte le maggiori aree del mondo - dice Tria - I princìpi del libero mercato, del multilateralismo e dello sviluppo sostenibile, alla base della Nuova Via della Seta, sono da noi accolti con grande favore e condivisi". Se questo serve ad incrementare il nostro commercio con la Cina, è una visita che va apprezzata soprattutto perché si incontra anche con la volontà di Bankitalia. È stato visiting scholar all'Università di Pechino, uno degli atenei cinesi più prestigiosi, e nell'aprile scorso si è recato in Cina per il lancio del Sino-European Research Center in Finance and Economic Development, realizzato in collaborazione tra la Capital University of Finance and Economic di Pechino, e l'università di Tor Vergata, nella veste di preside della Facoltà di Economia dell'ateneo romano. A scandire la settimana saranno poi il colloquio con la comunità d'affari italiana in Cina, la visita della Borsa di Shanghai e il relativo incontro con le autorità locali. Oggi è certificato che la situazione sta peggiorando.

"La tesi che la Cina potrebbe diventare il nuovo investitore del debito pubblico al posto della BCE non corrisponde al mio pensiero" ha spiegato il Ministro dell'Economia.

Lo ha detto il ministro dell'Economia Giovanni Tria, nel corso di un punto stampa all'ambasciata italiana a Pechino, facendo il punto sulla sua missione nella Repubblica popolare.

"Gli investitori cinesi valuteranno se acquistare i titoli italiani, esattamente come faranno gli investitori di altri paesi o gli investitori italiani". E chi lo ha fatto finora non si è pentito, afferma Tria. "Sono fiducioso che il giudizio positivo sulla stabilità finanziaria dell'Italia si rafforzerà nel momento in cui si concretizzerà la politica di bilancio del governo italiano". Sono in crescita gli scambi commerciali e c'è "ampio spazio per aumentare gli scambi nei campi culturale, dell'istruzione e della ricerca scientifica".

"Criticare il 3% è diverso da dire che lo supereremo' ha tranquillizzato il ministro dell'Economia".