Confcommercio: spese obbligate, 7.300 euro annui pro capite

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Sì attesta al 40,7% sul totale dei consumi, la quota di spese obbligate nel 2018 per ogni italiano.

Tra le uscite vincolate, per le quali il cittadino "ha poca, o nessuna, libertà di scelta", la voce abitazione è quella più rilevante: tra affitti, manutenzioni, bollette e utenze assorbe "quasi 4.200 euro". Tra le voci preponderanti, gli alimentari, cui verrà destinato un budget di 2.681 euro, pari al 15% della spesa complessiva, in leggera discesa sul 2014 (15,2%), ma in deciso declino sul 1995, quando al cibo si destinava il 17,9% della spesa, ma il peso delle spese obbligate era solo del 36,5%.

Dopo una continua crescita per venti anni, Confcommercio registra che la quota di spese obbligate sul totale dei consumi diminuisce di un punto percentuale passando a causa di una decisa riduzione dei prezzi degli energetici e dei servizi finanziari. Spiega Confcommercio: "Sugli andamenti hanno pesato le esigenze di finanza pubblica, che hanno portato gli enti erogatori di servizi, come per lo smaltimento dei rifiuti, ad aumentare frequentemente le tariffe".

"Inoltre le esigenze di risanamento degli squilibri di bilancio regionali imputabili alla spesa sanitaria, hanno accresciuto la quota di partecipazione richiesta ai cittadini".

Cala la quota di spesa destinata agli alimentari.

I consumatori italiani sono letteralmente "tartassati" dalle spese obbligate che arrivano a pesare quasi 7.300 euro l'anno pro capite. "Tale andamento è derivato in larga parte dagli aumenti dei prezzi dei carburanti", sottolinea l'Ufficio studi dell'associazione. Da notare pure che all'interno dei consumi commercializzabili (10.580 euro pro capite nel 2018), anche se per due terzi sono rappresentati dai beni, i servizi hanno assunto un ruolo sempre più significativo.

Per la mobilità, il rialzo delle spese è dovuto alla ripresa dei carburanti anche se nel lungo periodo c'è stata una contrazione.