"L’Italia usa le vite dei migranti come merce di contrattazione" — Amnesty International

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Si può dire che il governo sia fascista, razzista, c'è libertà di stampa e opinione, ma a noi interessa la soluzione dei problemi e credo che possiamo dirci orgogliosi di aver impresso una svolta in senso positivo e virtuoso per evitare che il Mediterraneo sia il cimitero dei migranti. "Adesso lavoriamo per implementare e massimizzare gli obiettivi".

"In questo spietato rifiuto di concedere a rifugiati e migranti di sbarcare nei porti, l'Italia sta usando le vite umane come pedine di scambio". Il dossier, intitolato 'Tra il diavolo e il mare blu profondo. E' l'accusa di Amnesty International in un report sui rifugiati. "Nonostante il calo del numero di persone che cerca di attraversare il Mediterraneo negli ultimi mesi, il numero dei morti in mare si è impennato". E "la responsabilità per il crescente numero di vittime è riconducibile ai governi europei che sono più preoccupati a tenere le persone lontane rispetto che a salvare vite umane", ha affermato Matteo de Bellis, ricercatore su asilo e migrazione di Amnesty International.

Per de Bellis, "le politiche europee hanno autorizzato la Guardia costiera libica a intercettare le persone in mare, tolto la priorità ai salvataggi e ostacolato il lavoro vitale delle Ong di salvataggio. Il recente aumento delle morti in mare non è solo una tragedia, è una disgrazia", ha insistito.

Amnesty denuncia un drammatico aumento del numero delle persone arbitrariamente trattenute in centri di detenzione sovraffollati in Libia. "Praticamente tutti sono finiti nei centri dopo essere stati intercettati in mare e riportati in Libia dalla Guardia costiera libica, che è equipaggiata, formata e appoggiata dai governi europei". E qui l'accusa non riguarda solo l'Italia: "I governi europei sono collusi con le autorità libiche per contenere in Libia i rifugiati e i migranti, a dispetto degli orribili abusi che rischiano per mano della Guardia costiera libica e nei centri di detenzione in Libia. I piani per espandere questa politica di esternalizzazione nella regione sono profondamente preoccupanti".

La decisione italiana di chiudere i porti alle navi che trasportavano persone soccorse in mare è pesantemente condannata. E "uso delle vite dei migranti come moneta di scambio". Il testo di 27 pagine evidenzia "le nuove politiche italiane che hanno lasciato persone in mare bloccate per giorni" e analizza come i paesi dell'Unione europea (UE) stiano "cospirando" per contenere rifugiati e migranti in Libia, "dove sono esposti a torture e abusi". "Le persone disperate sono state lasciate bloccate in mare con insufficiente cibo, acqua e riparo, mentre l'Italia cerca di aumentare la pressione politica per condivisione della responsabilità in altri stati europei" "Le autorità italiane e maltesi hanno denigrato, intimidito e criminalizzato le eroiche Ong che cercano di salvare vite in mare, rifiutando alle loro barche il permesso di sbarcare e le ha anche confiscate". In esso infatti sono descritti anche casi di violazione del diritto internazionale commesse recentemente. Tra questi anche 2mila donne e bambini.