Una medusa-vespa uccide una bimba italiana in vacanza nelle Filippine

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Gaia Trimarchi era una bambina di 7 anni in vacanza nelle Filippine quando, purtroppo, è entrata in contatto con una cubomedusa.

La bambina - che ha padre italiano e madre filippina - si trovava in gita nella località insieme ai genitori, a uno zio e a un cugino.

Per la piccola Gaia è stata inutile la corsa verso l'ospedale, con la mamma Manette disperata che ha raccontato ai media locali quei drammatici momenti: "L'ho sentita urlare di dolore, le ho guardato le mani, i piedi e la punta delle dita che diventavano immediatamente viola". Più pericolosa, anche se non mortale, la Pelagica noctiluca, nota per i suoi tentacoli estremamente lunghi e altamente ustionanti in caso di contatto, o anche la Carybdea marsupialis, la medusa a scatola diffusa nell'Adriatico e, seppure non mortale, altamente urticante e rischiosa per alcune particelle presenti sui suoi tentacoli che rendono la puntura fonte di possibili reazioni allergiche. La bimba è stata dichiarata morta nell'ospedale di Caramoan. "Nessuno ci aveva avvertito del pericolo", denuncia la mamma. Neanche il fatto che la struttura medica fosse stata avvisata dell'arrivo della piccola e che avesse predisposto tutto l'occorrente per tentare di soccorrerla ha sottratto Gaia al suo destino di morte. Dal canto suo il comandante dell'imbarcazione si è difeso, come riportato da Repubblica, dicendo che "avevano detto che sarebbero rimasti solo 15 minuti, non pensavo che sarebbero andati a fare il bagno ma solo a scattare delle foto".

È stato fatale il contatto con la cubomedusa, una delle specie più velenose al mondo: può provocare spasmi, poi paralisi, arresto circolatorio e morte.

La mamma di Gaia non riesce a darsi pace e accusa gli operatori turistici di non averla informata sulla presenza nell'area della medusa più letale del mondo. "Le nostre guide non ce ne hanno parlato", ha detto la madre della bambina. Questo accade perché le meduse hanno nei tentacoli un liquido tossico. La sostanza velenosa è infatti ad azione rapida e può causare arresti cardiovascolari in pochi minuti, mentre il dolore causato dalla puntura stessa è incredibilmente intenso, e può causare la morte anche prima che il veleno faccia effetto, in quanto può portare a shock.