Filippine, medusa killer uccide una bambina in vacanza dall’Italia

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Una bimba italo-filippina di sette anni, Gaia Trimarchi, è morta durante una vacanza dopo essere stata punta da una medusa mentre si faceva il bagno nel corso di un giro in barcone sull'isola filippina di Sabitang Laya. "Qui è stata dichiarata la morte a causa di quella che è stata definita una grave reazione allergica".

Gaia, che ha il papà italiano, si trovava in gita nell'isola di Sabitang Laya con la madre filippina, uno zio e un cugino, e stava raccogliendo conchiglie in un tratto di mare vicino alla spiaggia quando si è messa a gridare per il dolore. Inutile è stata la corsa verso l'ospedale, con la mamma Manette disperata che ha raccontato ai media locali quei drammatici momenti: "L'ho sentita urlare di dolore, le ho guardato le mani, i piedi e la punta delle dita che diventavano immediatamente viola". La bambina, secondo quanto riferiscono i giornali filippini, sarebbe morta il 26 luglio.

Inizialmente, ha spiegato il medico, si sente un forte bruciore poi la pelle si irrita e compaiono piccoli pomfi somiglianti a quelli dell'orticaria. Una specie in particolare è da evitare, è la Cubomedusa, conosciuta anche come Cubozoa, Box Jellyfish o Vespa di mare. Ci sono voluti infatti 40 minuti per raggiungere l'ospedale, che si trova nell'isola più grande dell'arcipelago. 'Mamma, che mi sta succedendo?' mi ha detto Gaia. "Diverso è il caso australiano, dove si sono registrate nel corso degli anni diverse vittime, tanto che sulle spiagge ci sono i cartelli che segnalano il pericolo - aggiunge il pediatra - Fra le reazioni alle meduse dei nostri mari non sono segnalati casi di mortalità, ma certo l'incontro può essere davvero molto doloroso". Il veleno quando entra nel circolo sanguigno causa intensi spasmi muscolari, paralisi respiratoria e infine arresto cardiaco.

Una tragedia che ha sconvolto l'opinione pubblica non solo per la drammaticità dell'accaduto ma anche per la soprendente rapidità con la quale le nematocisti presenti sui 60 tentacoli della vespa di mare abbiano diffuso nel corpo della bimba il veleno letale, uno dei più mortali per l'uomo.