Due neonate morte di pertosse nel Bergamasco

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Due bambine nate tra maggio e giugno, a poche settimane di distanza l'una dall'altra, sono state accumunate da un tragico epilogo: entrambe sono morte a causa della pertosse. Come si apprende, entrambe le madri non si erano sottoposte al vaccino. Erano nate a qualche settimana di distanza l'una dall'altra in zone diverse e non hanno avuto contatti tra loro. Un modo per ridimensionare il problema, secondo il medico, è vaccinare le donne in gravidanza, così che gli anticorpi vengano trasmessi al feto. A fine giugno, quando aveva 40 giorni, ha iniziato a stare male ed è stata portata dai genitori al Pronto Soccorso di Seriate.

A nulla sono servite le terapie antibiotiche, così come l'impiego di una macchina che si sostituisce a cuore e polmoni del neonato. La piccola è morta al Papa Giovanni il 30 luglio.

La pertosse è una malattia batterica, e può essere particolarmente grave quando colpisce bambini molto piccoli. Sono infatti frequenti le complicazioni a carico del sistema nervoso con possibili danni permanenti a causa della scarsa ossigenazione del sangue durante gli accessi di tosse. "Nel primo anno di vita questa malattia è caratterizzata da un tasso altissimo di complicanze, come encefaliti e polmoniti e un tasso di ospedalizzazione del 63%", spiega. I numeri evidenziano l'importanza della pratica: il 90 per cento dei casi di pertosse si registrano proprio nelle popolazioni in cui non viene effettuata la vaccinazione.

"Per prevenire questa malattia si consiglia alle madri in attesa di sottoporsi al vaccino, per poi trasmettere gli anticorpi al figlio". Dopo quel momento siamo passati ad un vaccino detto "acellulare" che è sicurissimo, ma meno potente. Il vaccino acellulare (attualmente contenuto nell'esavalente) è efficace in quasi il 90% dei vaccinati, ma l'immunità tende a svanire con il tempo.

Per il medico, "a causa di questa minore efficacia del nuovo vaccino, e pure a causa delle mancate vaccinazioni, i casi di pertosse stanno aumentando". "Ricordo inoltre - ha concluso Gallera - che la nuova offerta del Piano regionale Prevenzione vaccinale offre gratuitamente e fortemente raccomanda la vaccinazione antipertossica anche a tutti gli adulti ogni 10 anni insieme alla vaccinazione antidifterite e antitetanica". Infine è opportuno che i fratelli, i parenti, il padre si sottopongano ad un richiamo del vaccino, in modo da rendere impossibile che il batterio della pertosse, dopo averli infettati, arrivi nella gola del neonato.