Bergamo, due neonate morte di pertosse: madri non erano vaccinate

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Due neonate sono morte per pertosse. I genitori l'hanno portata al pronto soccorso di Seriate, da dove stata trasferita prima ad Alzano Lombardo e poi al Papa Giovanni di Bergamo dove purtroppo è deceduta. Il batterio procura un'infezione alle vie respiratorie, che nella fase iniziale procura al contagiato tosse lieve, febbre e secrezioni nasali per una o due settimane. Altre possibili complicanze sono laringiti, broncopolmoniti e convulsioni. La fase di incubazione può variare dai dieci giorni ai due mesi, riducendosi notevolmente nel caso in cui i trattamenti antibiotici vengano somministrati in tempi celeri e durante la fase iniziale del contagio.

La pertosse ancora oggi infetta ogni anno più di 15 milioni di persone nel mondo: la stragrande maggioranza però nei Paesi in via di sviluppo, dove il tasso di vaccinazione è decisamente inferiore. Quando si presentano casi in cui i neonati sono affetti da malattie neurologiche, il medico valuterà caso per caso se procedere alla vaccinazione.

"Alcuni vaccini proteggono per sempre, altri forniscono un'immunita' limitata nel tempo". Dopo quel momento siamo passati ad un vaccino detto "acellulare" che è sicurissimo, ma meno potente. "Il vaccino acellulare (attualmente contenuto nell'esavalente) è efficace in quasi il 90% dei vaccinati, ma l'immunità tende a svanire con il tempo".

Secondo i dati dell'Istituto Superiore di Sanità la copertura vaccinale per la pertosse nel 2017 era pari al 93,3%, al di sotto del limite consigliato che è del 95%. Il guaio è notevole in quanto la pertosse è pericolosissima per i bambini molto piccoli; inoltre, siccome l'immunità contro questa infezione è sempre molto debole, le madri non riescono a trasmettere ai loro figli una quantità adeguata di anticorpi durante la gravidanza: alla nascita i neonati saranno quindi estremamente vulnerabili. "Infine è opportuno che i fratelli, i parenti, il padre si sottopongano ad un richiamo del vaccino, in modo da rendere impossibile che il batterio della pertosse, dopo averli infettati, arrivi nella gola del neonato", spiega. Possiamo però proteggerli ugualmente: prima di tutto dobbiamo vaccinare la madre in gravidanza, affinché abbia anticorpi da trasmettere; poi dobbiamo vaccinare i bambini tempestivamente e senza ritardi, in modo che quanto prima possano difendersi da soli da questa minaccia. Naturalmente - conclude - questa zona di sicurezza e' vanificata se il bimbo frequenta un asilo nido dove gli altri bimbi non sono vaccinati.