Usa, Trump incontra Conte: 'Sui migranti la Ue segua la linea dell'Italia'

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"Anche altri paesi europei dovrebbero fare altrettanto", ha dichiarato Donald Trump. Così come durante il breve pool spray nello studio Ovale, il presidente americano avverte l'inquilino di Palazzo Chigi sul delicato tema dei dazi: "Con l'Italia - afferma determinato - abbiamo 31 miliardi di deficit, ne parleremo, ci lavoreremo.". Non è chiaro comunque se le cose cambieranno davvero: Conte e Trump hanno parlato di una "cabina di regia" italo-americana per il Mediterraneo, un'espressione che potrebbe voler dire molte cose diverse. Al faccia a faccia tra i due presidenti seguiranno il bilaterale allargato alle rispettive delegazioni e alle 14 (ora locale, le 20 in Italia) la conferenza stampa congiunta.

Per quanto riguarda il patto sul nucleare con l'Iran, Trump ha detto che il governo iraniano "non dovrà avere mai l'arma nucleare".

Il presidente americano ha rinnovato la sua approvazione per le politiche migratorie messe in piedi dal governo Conte, aggiungendo che non avrebbe problemi a "chiudere i confini degli Usa".

Secondo Trump, lui e Conte sono entrambi degli "outsider" che si battono per creare un futuro migliore per i loro cittadini.

Sugli F-35 Trump si è complimentato con Conte per l'acquisto da parte dell'Italia di armamenti prodotti negli Usa, ma Conte ha assicurato che il dossier verrà seguito e ogni scelta sarà presa in base a esigenze di sicurezza e difesa. Anche e soprattutto sul tema dell'immigrazione.

Obiettivi dichiarati della neonata asse italo-americana, la lotta preventiva al terrorismo e al traffico di esseri umani, che è poi il business all'origine di quella poderosa macchina organizzativa che la malavita internazionale ha costruito attorno ad istanze migratorie autentiche e in sé sacrosante ma destinate, senza il malaffare, a rimanere inevitabilmente in gran parte prive di effetti.

"Siamo d'accordo sulla necessità di riformare il Wto", ha continuato il premier nel corso della conferenza stampa.

"Le regole sono vecchie da anni: non possiamo ancora considerare la Cina come un paese emergente".

"Siamo due governi del cambiamento", ha timidamente chiosato Conte. Sullo scenario libico, invece, Conte ha ribadito che "con la cabina di regia in Libia c'è quasi un gemellaggio tra Usa e Italia: L'America riconosce il nostro ruolo di interlocutore privilegiato".

Dopo la stretta di mano di rito e le dichiarazioni del leader Usa anche Conte ha ringraziato, in lingua inglese: "Grazie, anche per me è un onore stare qui". "Ho espresso al presidente Trump mia soddisfazione per intesa Usa-Ue: è fondamentale per avere un rapporto commerciale più equo".

La visita di Conte a Washington arriva a due mesi dall'insediamento del nuovo governo italiano: Conte considera l'invito di Trump, con questa tempistica, un importante segno di attenzione e di amicizia degli Stati Uniti nei confronti dell'Italia e della sua persona.