Uccide la figlia di 17 mesi costringendola a mangiare il sale

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La storia raccapricciante che giunge dagli States 30 luglio 2018 - agg. Che ha aggiunto: "Ora che tutta la mia famgiglia se n'è andata, non ho nulla per cui andare avanti a vivere, se non per fare giustizia sulla loro morte". In poche parole, una delle due gemelle è viva per caso, e solo il destino ha voluto che una fosse ancora viva e l'altra morta. La verità è poi emersa grazie alla figlia maggiore, di 4 anni, che ha detto alla polizia di aver visto la mamma dare il sale alla sorella. La mamma è stata ritenuta colpevole dell'omicidio della sua figlia minore.

Nel 2016 ha ucciso la figlioletta di soli 17 mesi, obbligandola a ingoiare una grande quantità di sale: una donna statunitense di nome Kimberley Martines ha ucciso la figlia per motivi sconvolgenti ed è stata condannata a 30 anni di galera. Una notizia che ha fatto in breve tempo il giro del web, giungendo anche in Italia.

La bimba accusava convulsioni e febbre molto alta: la diagnosi fu di ipernatriemia, causata da un'elevata presenza di sale nel sangue della piccola che ha portato i vasi sanguigni a restringersi. Uno dei casi più recenti in Italia risale invece al 2014, dove un uomo di 34 anni di Ancona, uccise la figlia di 18 mesi a coltellate, dicendo di essere stato guidato da una voce.

A quel punto Kimberley aveva confessato di aver compiuto il terribile gesto per attirare l'attenzione del marito. Per 5 giorni è rimasta attaccata a dei macchinari, ma tutto è stato vano ed è deceduta nel letto dell'ospedale. Per questo omicidio, mercoledì scorso, la ragazza è stata condannata a scontare una pena di 30 anni di reclusione in via definitiva. Le sorelline di Peyton sono state prese in custodia sotto protezione del dipartimento dei Servizi sociali del South Carolina.

Kimberley Martines aveva inizialmente dichiarato all'ospedale e alle autorità che la bambina aveva ingerito il sale mentre stava giocando con la sorella.