Di Maio, su bilancio nessuna contrapposizione con Tria

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Lo schema, ormai arcinoto a chi segue le vicende relative ai conti italiani, si ripete nelle ultime ore e negli ultimi giorni con le dichiarazioni sulla prossima legge di Bilancio.

Come è noto, le ipotesi in campo sono diverse, ma in generale l'impressione è che da subito si pensi ad ampliare la platea delle Partite IVA con accesso al regime fiscale agevolato che prevede un'aliquota al 15%, pari quindi a quella della Flat tax. "Non c'è nessuna contrapposizione col Ministro dell'Economia", nonostante qualche giorno prima era stato lo stesso vicepremier M5s a dettare la "regola" per una finanziaria "coraggiosa". Parlare di pace fiscale, secondo Tria, non significa parlare di nuovi condoni ma di "un fisco amico che favorisca l'estinzione dei debiti venendo incontro alle persone più in difficoltà" (leggi anche: Pace fiscale 2018, le cose da sapere).

Il G20 "è stata un'occasione per spiegare le intenzioni del governo italiano, e l'accoglienza e' stata "sempre molto positiva"". Il ministro, interrogato al riguardo, ha precisato che "non si supera il 3% del Pil". Parole che sembra non siano andate poi tanto bene al Ministro Salvini il quale, prendendo la "palla al balzo" commenta così in una intervista al 'Corsera': 'Ci hanno eletti per cambiare, se gli italiani avessero voluto proseguire sulla linea di Monti, Letta, Padoan, Renzi e Gentiloni avrebbero votato in modo diverso. Nel suo apprezzato intervento ha espresso la volontà di lavorare per la realizzazione del programma di governo pentastellato, agendo però all'interno dei limiti di bilancio necessari per costruire e mantenere costante la fiducia dei mercati, al fine di evitare instabilità finanziaria, fattore ad alto rischio che creerebbe le condizioni per un aumento del debito pubblico e una diminuzione della crescita. Ieri, insieme con Di Maio e Giorgetti, è riuscito a convincerlo, ma la battaglia è quotidiana.