Si sono aggravate le condizioni di salute di Sergio Marchionne

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La scelta immediata di nominare un nuovo ad per il gruppo Fca ha un motivo: Sergio Marchionne è grave e non può tornare al suo posto di lavoro. Le sue condizioni, dopo un'operazione alla spalla eseguita all'ospedale di Zurigo, si sono improvvisamente aggravate. Assunto in Fiat all'inizio degli anni Novanta, dal novembre 2012 era chief operating officer per Europa, Medio oriente e Africa, ed era stato anche a Washington, al fianco di Marchionne, di cui era un fedelissimo collaboratore, al momento della firma per l'acquisizione di Chrysler nel 2009. "Il fisico provato di Marchionne non rispondeva più alle cure, e il manager veniva mantenuto in vita solo grazie alle macchine", scrive Repubblica.

Secondo il sito Dagospia, Marchionne starebbe lottando contro un tumore ai polmoni. Circostanza confermata dal presidente di Fca, John Elkann in una lettera indirizzata ai dipendenti.

Il Consiglio proporrà quindi alla prossima Assemblea degli Azionisti, che sarà convocata nei prossimi giorni, che Manley sia eletto nel Consiglio in qualità di amministratore esecutivo della Società.

Cortina di silenzio a Zurigo via via che passano le ore si fa più denso il silenzio che avvolge la privacy sulle condizioni dell'ex amministratore delegato di Fca Sergio Marchionne ricoverato, in terapia intensiva, all'Universitatsspital. FcA fa intanto sapere che le condizioni del manager sono peggiorate: "non potrà riprendere la sua attività lavorativa".

"Oggi - conclude Elkann -, quella differenza continua a farla la cultura che ha introdotto in tutte le aziende che ha gestito e ne è diventata parte integrante".

L'ultima uscita pubblica di Marchionne risale al 26 giugno 2018, quando a Roma ha partecipato alla cerimonia di consegna di una Jeep Wrangler, attrezzata per il pattugliamento in spiaggia, presso il comando generale dell'Arma dei Carabinieri. Il presidente di Fca assicura che "le transizioni che abbiamo appena annunciato, anche se dal punto di vista personale non saranno prive di dolore, ci permettono di garantire alle nostre aziende la massima continuità possibile e preservarne la cultura".