"Marchionne è in coma profondo", la notizia terribile dalla Svizzera

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Il presidente di Fca John Elkann aveva già inviato una lettera ai dipendenti dell'azienda in cui si legge che "Sergio non tornerà più" e che "è stato il miglior amministratore delegato che si potesse desiderare e, per me, un vero e proprio mentore, un collega e un caro amico". La conferma della gravità delle sue condizioni, era arrivata dal comunicato diffuso ieri da FCA che annunciava l'inevitabile cambio al vertice del Gruppo a causa di "complicazioni inattese durante la convalescenza post-operatoria, aggravatesi ulteriormente nelle ultime ore".

'Sono profondamente addolorato per le condizioni di Sergio, si tratta di una situazione impensabile fino a poche ore fa, che lascia a tutti quanti un senso di ingiustizia.

L'ultima uscita pubblica di Marchionne risale al 26 giugno 2018, quando a Roma ha partecipato alla cerimonia di consegna di una Jeep Wrangler, attrezzata per il pattugliamento in spiaggia, presso il comando generale dell'Arma dei Carabinieri. Un successore, Manley, che - a giudicare dalle parole di Marchionne - non ha ricevuto alcun copione e libretto delle istruzioni. Si parla di terapia intensiva e di condizioni irreversibili. Altavilla era uno dei manager in corsa per la successone di Sergio Marchionne. L'ex premier sottolinea la schiettezza di Marchionne: c'era un rapporto "di grande libertà: e questo ci ha permesso di dirci le cose in faccia, sempre". Anche nei negoziati per la conquista di Chrysler, Altavilla ha avuto un ruolo importante ed è stato uno dei protagonisti. Inoltre Sergio Marchionne è un manager eccezionale, sarà complicatissimo - se non impossibile - sostituirlo. Il primo appuntamento per l'inglese Mike Manley, il nuovo amministratore delegato della casa automobilistica che fa capo alla famiglia Agnelli, è la riunione al Lingotto, oggi e domani, del Gec, l'organismo decisionale del gruppo. Renzi ricorda come "nel 2011 io dissi che nel referendum di Pomigliano avrei votato sì, e fui sommerso dalle critiche da sinistra: una parte di Pd lo identificava col 'padrone', ma il lavoro si crea con l'impresa, non con l'assistenzialismo", poi ci furono visioni diverse: "Un anno dopo - prosegue Renzi - però, lamentai i ritardi del suo progetto: mi rispose che ero il sindaco di una piccola, povera città".

Elkann vuole anche rassicurare sul futuro del gruppo: "Le transizioni che abbiamo appena annunciato, anche se dal punto di vista personale non saranno prive di dolore, ci permettono di garantire alle nostre aziende la massima continuità possibile e preservarne la cultura", spiega ancora la nota.

È tornato a parlare anche il ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio: "Per il futuro di Fca dobbiamo essere preoccupati e al tempo stesso voglio sincerare tutti che l'Italia è un Paese che investirà nell'automotive e soprattutto nell'automotive elettrico".