Sergio Marchionne, la situazione si aggrava. Nominato il successore

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Nella sua ultima uscita pubblica, lo scorso 26 giugno a Roma per la consegna di una Jeep Wrangler all'Arma dei Carabinieri, Marchionne ha voluto concludere il suo intervento spiegando il perché ci tenesse particolarmente a essere presente quel giorno. Dopo l'adolescenza in Abruzzo, seguì la famiglia in Ontario, dove si era già stabilita una zia materna.

Nato a Edenbridge, nel Regno Unito, Manley ha 54 anni. Da qui la convocazione rapidissima dei consigli d'amministrazione per la successione. Una partita che, al momento non ha portato ai risultati sperati. Il nuovo presidente della Ferrari è invece John Elkann, guida della holding della famiglia Agnelli, la Exor.

La sua impronta 'decisionista' emerse subito sia con una serie di cambi ai vertici del gruppo che, soprattutto, con il durissimo braccio di ferro con General Motors, che portò a sciogliere l'accordo raggiunto nel 2000 da Paolo Fresco costringendo gli americani a versare 2 miliardi di dollari purché da Torino non venisse esercitato l'obbligo di acquisto di Fiat Auto.

Era stato Umberto Agnelli negli ultimi giorni di vita a indicare Sergio Marchionne per il ruolo di amministratore delegato del gruppo Fiat che stava vivendo la più grave crisi nella sua storia ultracentenaria.

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Fu il primo passo di un percorso che - attraverso l'acquisto delle rimanenti quote - porterà nel 2014 i torinesi al controllo del 100% di Chrysler. Un cammino scandito da alcune grandi operazioni (alcune delle quali ancora in via di realizzazione), a iniziare dal rilancio di Jeep, divenuta ormai il gioiello della corona di Fca, passando per la rinascita di Maserati e la scommessa su una Alfa Romeo 'premium', marchio caparbiamente negato ai concorrenti tedeschi.

Per la successione di Marchionne in Fca si è sempre parlato di una scelta interna. Un nuovo appuntamento importante per Marchionne è quello rappresentato dalla presentazione dei dati del secondo trimestre di Fca, previsto per il 25 luglio.

Sergio ha restituito un valore all'italianità della squadra, rinunciando ai tecnici di grido, per affidare la Gestione Sportiva a Mattia Binotto che è stato bravo a trovare nuove idee ed energie fresche nelle seconde e terze linee del Cavallino.

Lascia la Ferrari in testa al mondiale di Formula 1 con buone possibilità di tornare al titolo dopo dieci anni e il gruppo Fca senza debiti.