Peggiorate le condizioni di Marchionne. Elkann: "E' stato un leader illuminato"

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"Il deterioramento della sua salute costringe la società a sostituirlo con il britannico Mike Manley come nuovo CEO". Entrato nel cda del Lingotto dal 2003 su designazione di Umberto Agnelli, dopo la morte di quest'ultimo, Marchionne venne nominato il 1° giugno 2004 Amministratore delegato del gruppo.

Nato a Edenbridge, nel Regno Unito, il 6 marzo del 1964, si è laureato in ingegneria alla Southbank University di Londra completando gi studi con un Master in Business Administration all'Ashridge Management College. La sua carriera nel settore auto inizia molto presto. Da quel momento non abbandonerà più il settore. Il manager ha portato le vendite di Jeep dalle 337 mila del 2009 ai livelli attuali di oltre 1,4 milioni nel 2017, con il record in Europa di quasi 49.500 immatricolazioni.

Mike Manley, il capo del marchio Jeep, prende il volante del gruppo Fiat Chrysler Automobiles al posto di Sergio Marchionne, le cui condizioni di salute si sono aggravate "nelle ultime ore" dopo un intervento chirurgico dei giorni scorsi.

Per questi motivi il Dr. Marchionne non potrà riprendere la sua attività lavorativa. I vertici del Cavallino hanno quindi deciso di nominare John Elkann Presidente: il CdA proporrà all'assemblea degli azionisti, che verrà convocata prossimamente, di nominare Louis C. Camilleri Amministratore Delegato. "Per noi è indispensabile - ribadisce Ferdinando Uliano - continuare sul piano d'investimento 2018-2022 presentato da Marchionne e dalla sua squadra il primo di giugno a Balocco e soprattutto per noi è indispensabile accelerare sull'implementazione degli investimenti per ottenere l'obiettivo della piena occupazione in tutti gli stabilimenti italiani". Si tratta di una situazione impensabile fino a poche ore fa, che lascia a tutti quanti un senso di ingiustizia. Elkann ha detto che Marchionne è stato "un leader illuminato".

"Sergio - si legge nella missiva - è stato il migliore amministratore delegato che si potesse desiderare e, per me, un vero e proprio mentore, un collega e un caro amico". Ci ha insegnato che l'unica domanda che vale davvero la pensa farsi, alla fine di ogni giornata, è se siamo stati in grado di cambiare qualcosa in meglio, se siamo stati capaci di fare una differenza.E Sergio ha sempre fatto la differenza, dovunque si sia trovato a lavorare e nella vita di così tante persone.

Elkann sottolinea che "le transizioni annunciate, anche se dal punto di vista personale non saranno prive di dolore, ci permettono di garantire alle nostre aziende la massima continuità possibile e preservarne la cultura".