Borsellino, Bonafede: "Su strage via D'Amelio lo Stato chiede scusa"

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Borsellino era un giudice esemplare: probo, riservato, coraggioso e determinato.

Il breve e toccante messaggio è stato letto questa mattina durante la messa celebrata da Don Cosimo Scordato per ricordare Borsellino e i suoi collaboratori. "Insieme al collega e amico Giovanni Falcone, Borsellino è diventato, a pieno titolo, il simbolo dell'Italia che combatte e non si arrende di fronte alla criminalità organizzata", ha ricordato Mattarella. In chiesa le due figlie del magistrato assassinato da Cosa nostra, Lucia e Fiammetta, alla presenza, tra gli altri, del prefetto, Antonella De Miro, e del sottosegretario all'Interno, Stefano Candiani.

"Le palesi negligenze di coloro che non riuscirono a proteggere Paolo Borsellino e gli agenti della sua scorta- aggiunge-, tutte le ombre che stanno emergendo nelle varie indagini e nei processi, il fatto stesso che dopo 26 anni non sappiamo ancora la verità, sono tutti elementi gravissimi che impongono allo Stato di chiedere SCUSA ai familiari di Paolo Borsellino e degli agenti della scorta e a tutto il popolo italiano".

"Io però vedo anche gli aspetti positivi delle ultime acquisizioni - ha aggiunto -, soprattutto degli orientamenti di una giurisprudenza che non è più poco chiara nell'esprimere valutazioni e le esprime in modo molto evidente".

Queste le parole del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione dell'anniversario della strage di via D'Amelio, in cui il 19 luglio 1992 il magistrato Paolo Borsellino (CHI ERA) e cinque uomini della sua scorta vennero uccisi dalla mafia a Palermo. "Ti voglio bene, la tua nipotina".