Ilva, Calenda contro Di Maio: 'Nostre procedure non corrette? Totali idiozie'

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La palla, insomma, rimbalza nel campo di Luigi Di Maio che, per tutta risposta, ha chiamato in causa il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, che starebbe dando al dossier la "massima priorità". "C'era chi ci prendeva in giro perché stavamo perdendo tempo a studiare 23 mila pagine - ha detto ieri il vicepremier rispondendo a un'interpellanza urgente sulla vicenda alla Camera -". Rilievi che portano il vicepremier, oggi, ad annunciare l'avvio di un'indagine interna al ministero. L'Anac spiega che in punta di diritto il mancato integrale adeguamento alle prescrizioni fissate dal ministero potrebbe essere sanzionata con l'esclusione dalla gara. Mentre Di Maio parla, denuncia il deputato Pd Filippo Sensi, postando una foto di Montecitorio su Twitter, i banchi di Lega e Movimento 5 Stelle sono vuoti. Secondo Di Maio e alla luce delle carte di Cantone, "è stato leso il principio della concorrenza". "Con le procedure corrette - ha detto Di Maio - ci sarebbero offerte migliori di quella di Arcelor Mittal". Ma la polemica politica si scatena ugualmente e interviene anche Arcelor Mittal per confermare che sta lavorando al miglioramento dell'offerta e per confermare la propria correttezza ma anche la solidità della propria proposta "che non teme confronti". E accusa: "chi ha fatto questa procedura ne risponderà politicamente". L'aver deciso il rinvio dopo che la rosa dei "pretendenti" si era ridotta a due e si era passati alla offerte vincolate, secondo l'Anac, ha senza dubbio modificato il quadro economico: il periodo più lungo di addirittura sei anni avrebbe potuto spingere più imprese a partecipare alla competizione, aumentato il livello di concorrenza e la qualità delle offerte. Gli ha replicato, e non poteva esimersi dal rispondergli, Carlo Calenda, il quale ricorda un particolare significativo: "La cordata AcciaItalia è stata montata dal nostro Governo via Cdp".

E poi: "Caro Luigi Di Maio, in Parlamento hai detto cose gravi e false. La responsabilità sulla gara è mia". "Chiederò immediatamente chiarimenti ai Commissari, avvierò un'indagine interna al ministero e chiederò un parere all'Avvocatura dello Stato". "Un comportamento inspiegabile da parte del ministero".

"Queste criticità per noi sono macigni e questo Governo non può continuare a far finta di niente".

"La procedura di gara per l'Ilva è stata un pasticcio". Con un'avvertenza: "Per questo governo, prima di tutto viene la tutela della legalità. E su questo caso specifico vogliamo andare infondo per capire chi non ha sorvegliato".

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Del resto è stato Di Maio a dire che sta trattando con Mittal e non con la Walt Disney, smontando ogni residua illusione di parco giochi sugli altoforni. ArcelorMittal annuncia che presenterà al ministero una "proposta migliorativa nei prossimi giorni". "Tutti avremmo voluto che vincesse, ma non al prezzo di truccare la gara".