Benevento: condannato per pedofilia esce dal carcere in permesso premio, ucciso

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Ultime notizie: la sua vittima si suicidò nel 2011 poco dopo il processo. Forse qualcuno ha agito per vendetta 20 luglio 2018 - agg.

Da pochi giorni aveva lasciato il carcere, per un permesso. Nel pomeriggio del 6 gennaio 2008 la giovane uscì di casa con la scusa di andare a nutrire gli animali del padre. Per quelle violenze la ragazzina si uccise, impiccandosi a un albero a poca distanza dalla sua abitazione.

Era appena uscito dal carcere dove stava scontando una condanna per pedofilia, quando un ex pastore è stato ucciso. Gli inquirenti scoprirono anche che, prima di Michela, Matarazzo aveva abusato sessualmente anche della sorellina.

I carabinieri arrivarono a lui indagando sull'apparentemente inspiegabile suicidio di Michela Iorillo. Inoltre accertarono, come ricostruisce il Corriere della Sera, che prima di lei anche la sorella era stata violentata dal vicino di casa.

Emergono dei dettagli in più circa l'uccisione di Giuseppe Matarazzo, pedofilo del beneventino che è stato ammazzato nella serata di ieri, mentre era in permesso premio. Si sono precipitati fuori ed hanno trovato il corpo di Giuseppe Matarazzo, ormai senza vita. Non è da escludere che qualcuno abbia attirato in una trappola il violentatore, per poi ucciderlo: l'uomo è morto sul colpo. Sono in corso i rilievi per cercare eventuali tracce lasciate dall'assassino. In primo grado l'uomo fu condannato a 10 anni per la violenza sessuale e non per l'istigazione al suicidio, condanna salita a 11 anni e sei mesi in Appello. I fatti risalgono al 2009, quando lo stesso venne arrestato per pedofilia nei confronti di una quindicenne. Si indaga sulle persone vicine alla vittima che potrebbero aver voluto vendicare con tale gesto il proprio caro.