Secondo Confindustria, il Decreto Dignità appare poco "dignitoso"

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"Siamo dell'idea che dovrebbero essere eliminate almeno per i contratti fino a 24 mesi".

"Al comma 2, le parole "nonché ai rinnovi e alle proroghe dei contratti in corso alla medesima data" sono sostituite dalle seguenti: ".

Da qualunque parte lo si prenda, il decreto manca il bersaglio.

Come spiega chi ha lavorato all'emendamento, la nuova disciplina dei contratti "comporta decise problematiche di applicazione nella sua fase iniziale, dato il limitatissimo periodo di adeguamento concesso alle imprese dovuto all'immediata efficacia degli interventi riformatori introdotti tramite lo strumento del Decreto legge".

Dal punto di vista procedurale, resta però un altro boomerang per il primo atto del Governo e, soprattutto, per il suo "padre" politico, il vicepremier Luigi Di Maio. Una misura in sé accattivante, ma di fatto miope, dannosa, controproducente: i tanti giovani assunti nell'edilizia torneranno a casa per il semplice fatto che i cantieri hanno natura temporanea e le aziende non possono permettersi di assumerli a tempo indeterminato.

Riguardo ai voucher, Confindustria sostiene che non creano precarietà.

Si chiede poi di estendere anche alle assunzioni di under 35 che si faranno nel 2019 e nel 2020 il bonus del 50% dei contributi che altrimenti, dal prossimo anno, sarebbe valido solo per le assunzioni di under 30.

Sale anche il costo del rinnovo, con l'obiettivo di scoraggiare il ricorso a questa forma contrattuale nel mirino della maggioranza: ad ogni rinnovo i datori di lavoro dovranno pagare un'addizionale più cara dello 0,5% rispetto all'attuale 1,4% della retribuzione imponibile ai fini previdenziali già è a carico del datore di lavoro e che finanzia la Naspi.

Pur consapevoli della delicatezza del tema, evidenziamo come il gioco legale sia un'attività lecita, che può creare dipendenza solo in caso di abuso ed è proprio per scongiurare questo rischio che il quadro regolatorio nazionale conteneva già delle previsione restrittive. Ritocchi anche alle norme contro le delocalizzazioni, a partire da quelle a difesa dei livelli occupazionali. E sono molto negativi, per le aziende e per i lavoratori.