Ilva, Di Maio: "Piano lavoro-ambiente insoddisfacente, in arrivo controproposta dell'azienda"

Regolare Commento Stampare

Così Luigi Di Maio, di fronte a un'Aula semideserta, riferisce durante l'informativa urgente sull'Ilva alla Camera, all'indomani della lettera dell'Anac sulle criticità riscontrate nella vendita ad ArcelorMittal. Nella procedura di gara per la cessione della più grande acciaieria d'Europa "è stato leso il principio della concorrenza". Il ministro ha poi riferito che chiederà "subito chiarimenti ai commissari" e avvierà "un'indagine all'interno del ministero".

Immediata la replica di Carlo Calenda: "È una beata menzogna, la relazione Anac dice che la gara è valida".

Commentando la risposta dell'Autorità anticorruzione, di Maio ha chiarito che "se la procedura fosse stata corretta, ci sarebbero state molte più offerte e molte più offerte e tutte migliori anche quella di Arcelor". Per Di Maio è "inspiegabile il comportamento tenuto dal ministero" dello sviluppo. A ben vedere il nodo più spinoso riguarda le scadenze intermedie che non sono slittate ed erano vincolanti.

E ancora: "Se si è fatta una procedura di gara che non ha messo al centro il massimo delle tutele ambientali e occupazionali, allora politicamente, per ora, ne dovrà rispondere chi ha fatto questa procedura di gara". Tra le criticità emerse proprio quelle rimarcate dal ministero in riferimento al rinvio del piano ambientale alle scadenze intermedie fino ai mancati rilanci. Inoltre, Di Maio chiederà "un parere all'Avvocatura dello Stato. Devo capire di chi sono le responsabilità specifiche".

"Quando è stata bandita la gara, il 5 gennaio del 2016, chi voleva partecipare alla procedura di gara doveva fare un'offerta che prevedeva di attuare il piano ambientale entro il 31 dicembre dello stesso anno". "C'era chi ci prendeva in giro perché stavamo perdendo tempo a studiare 23mila pagine - ha aggiunto -".

Secondo quanto riporta Di Maio, il primo punto rilevato da Anac riguarda la tempistica dell'attuazione del piano ambientale, che cambiata in corso d'opera può configurarsi come fattore "lesivo della concorrenza". "E assumiti la responsabilità di annullare la gara se la ritieni viziata", conclude.