Alitalia. Toninelli. Tornerà compagnia di bandiera. Di Maio. Le assicureremo un futuro

Regolare Commento Stampare

Commenta così, il capogruppo M5S in commissione Trasporti alla Camera Emanuele Scagliusi, le parole dei ministri Di Maio e Toninelli sul futuro di Alitalia come compagnia di bandiera nuovamente in mano pubblica per il 51%.

Su Alitalia la direzione è tracciata: si punta di fatto ad una rinazionalizzazione, con il 51% della compagnia in mano all'Italia.

Nell'accordo in effetti si specifica: "Con riferimento ad Alitalia siamo convinti che questa non vada semplicemente salvata in un'ottica di mera sopravvivenza economica bensì rilanciata, nell'ambito di un piano strategico nazionale dei trasporti che non può prescindere dalla presenza di un vettore nazionale competitivo". Nel contempo, prosegue Toninelli, emergono "i danni straordinari" compiuto da manager spesso dipinti come molto efficienti. "Lei si rende conto - prosegue rivolgendosi all'intervistatore - che le compagnie di bandiera dell'universo mondo sono tutte in crescita perché questo è uno strumento di trasporto che sta crescendo tranne che in Italia?". "Riusciremo a salvarla mantenendola italiana". Tuttavia non si puà fare a meno di notare che il ministro dello Sviluppo Luigi Di Maio non parla di italianità della compagnia come il suo collega. "Alitalia ha bisogno di partner industriali e non player finanziari", dichiara al Messaggero Armando Siri, .

"Stiamo analizzando - chiariva quindi Di Maio - tutte le informazioni economiche e finanziarie per individuare i responsabili della situazione attuale".