Trump minaccia di uscire dalla NATO, poi tranquillizza tutti

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L'Italia, invece, si colloca tra l'1,3% e l'1,5% di spesa militare sul Pil. [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui, - Ladyblitz clicca qui -Cronaca Oggi, App on Google Play] Per ribadire la richiesta oggi a Bruxeles ha addirittura minacciato di lasciare la Nato (l'Ansa ha citato fonti tedesche presenti al vertice). "Abbiamo fatto un percorso di buon livello - ha ricordato il tecnico Paolo Nicolato a Radio1 Sport - delle sei partite disputate nelle due fasi di qualificazione ne abbiamo vinte cinque e pareggiata una. Non c'è nessun vincolo a quella spesa". Lo assicura il presidente americano Donald Trump in conferenza stampa da Bruxelles sottolineando che ora "l'Alleanza è più forte di prima". Per ora May vende all'elettorato lo stop alle entrate di lavoratori (e ci si casca come per la propaganda salviniana), ma poi potrebbe succedere tutt'altro. "È una mistificazione dire "spendete di meno e poi vi fate difendere da noi". Riformata, più equa nella ripartizione dei costi, costantemente rimodernata e perennemente sostenuta dalla diplomazia, la Nato è ancora necessaria. "Se davvero si riuscisse a ottenere una crescita delle spese militari, questa andrebbe a favore solo di un comparto, il comparto militare-industriale della produzione di armi". Dicendo in sostanza che verranno decise misure per consentire la valutazione del consenso e della rappresentatività dei sindacati. "La Nato", ha commentato Trump, "è molto più forte di ieri". Dove li troviamo 10 miliardi in un momento in cui si fa fatica a trovare i soldi per decisioni di politica economica, del lavoro, della sicurezza o della salute? Perfino il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, che deve rispondere anzitutto al suo principale azionista cioè gli Stati Uniti, ha ribadito che gli impegni presi sono identici a quelli che aveva già ottenuto Obama dagli europei nel 2014 (e che molti paesi non rispettano affatto).

Anche il presidente francese Emmanuel Macron ha confermato le spese militari del suo Paese "al 2% entro il 2024" e che "questo è tutto". Qual è lo scopo di questa affermazione? Mentre a fare il fico è Luigi Di Maio che però si avventura in una specie di ciaone non beneaugurante, prontamente imitato da una specie di parodia della società civile (incredibile, ma perfino i girotondi erano meglio) brindante sotto al sole di Montecitorio.

C'è stata la conferma dell'art.5 cioè l'impegno comune a considerare un attacco diretto contro la Nato qualsiasi aggressione a un stato membro.

Potrei farlo ma non esco dalla Nato, "non è necessario dopo i 33 miliardi in più dagli alleati", ha dichiarato quindi il presidente Usa.

Una "foto di gruppo" del vertice Nato di Bruxelles cattura perfettamente l'imbarazzo e le tensioni che mettono in ombra il raduno di quest'anno.

"È una delusione vedere che quell'alleanza, che indipendentemente dalla valutazione che uno può fare dovrebbe servire per mettere in comune tutta una serie di sfide e di problematiche, venga vista come tavolo per un braccio di ferro tra varie potenze".