Il talco causava il cancro, multa da 4,7 miliardi a J&J

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Johnson & Johnson, il noto marchio di cosmetici e prodotti per la cura della persona, è tenuto a pagare circa 4,7 miliardi di dollari a causa dei danni provocati dalla presenza di asbesto [VIDEO] (amianto). A deciderlo una giuria di St. Louis al termine di un processo durato cinque settimane.

La giuria di St. Louis che si è occupata del caso ha stabilito i danni compensativi che ammontano a 550 milioni di dollari, 25 milioni per ognuna delle donne vittime dell'asbesto.

La multinazionale non ci sta e annuncia che ricorrerà in appello. Gli avvocati dei querelanti hanno inoltre informato la Corte che fibre di amianto e particelle di talco erano state trovate nei tessuti ovarici di molte donne.

La somma va a risarcire 22 donne che hanno fatto causa al colosso farmaceutico, travolto da un ciclone giudiziario per l'apparente pericolosità di alcuni suoi prodotti.

Ad accusare la multinazione statunitense sono 22 donne. L'azienda, infatti, ha già subito in passato numerosi processi proprio a causa del talco prodotto, ma ne è sempre uscita indenne, ottenendo anche risarcimenti spesso milionari.

Nel corso del processo, uno degli oltre 9'000 fronteggiati sinora dal colosso farmaceutico per il borotalco, il legale delle 22 donne che hanno rivelato di essere affette di cancro alle ovaie ha usato parole dure contro il gruppo: "Sapeva che i suoi prodotti al talco contenevano asbesto e ha nascosto l'informazione, difendendo l'immagine del borotalco per bambini come la sua mucca sacra", ha detto Mark Lanier.

La Johnson & Johnson è stata condannata ad un risarcimento da record da una Tribunale del Missouri che ha confermato il nesso causale tra il talco commercializzato dalla multinazionale americana e l'insorgere del cancro alle ovaie.

La prima sentenza di condanna per la Johnson & Johnson era arrivata nel 2016, quando la società dovette pagare 72 milioni di dollari alla famiglia di una donna morta di cancro ovarico.

"Il verdetto è il prodotto di un processo fondamentalmente ingiusto", ha dichiarato Carol Goodrich, portavoce dell'azienda americana. "I diversi errori presenti in questo processo sono stati peggiori di quelli nei precedenti processi che sono poi stati capovolti".