Di Maio | Non pensiamo a uscita da euro

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Vi è necessità di "una stretta connessione tra architettura istituzionale dell'Ue e politiche di crescita se si vuole che l'euro sopravviva".

Sempre sulle parole di Savona, circa l'intenzione di incontrare Draghi, il vice premier ha avallato tale eventualità. Il ministro degli Affari europei chiarisce che era già da un po' di tempo che voleva un faccia a faccia con il presidente della Banca centrale europea ma, sottolinea: "Prima volevo che la mia azione godesse della legittimazione democratica". "Oggi lo posso dire - afferma il vicepremier pentastellato sempre su La7 - che non ci sto pensando e il governo non sta lavorando a questo". L'incontro con il governatore della Banca centrale dovrebbe avvenire "nei prossimi giorni, se mi riceve" ha aggiuntoSavona, precisando che la questione dello statuto Bce "è uno dei punti fondamentali".

(Il Sole 24 Ore Radiocor Plus) - Roma, 10 lug - 'Se alla Bce non vengono affidati compiti pieni sul cambio, ogni azione esterna all'Eurozona che tocchi il dollaro Usa (ma anche, sia pure in minore misura, altre importanti valute) si riflette sull'euro, senza che l'Ue abbia gli strumenti per condurre un'azione diretta di contrasto'. "Per questo dobbiamo essere pronti a ogni evenienza". Il fatto che ci sia un 'cigno nero', come dice Savona, cioè un evento imprevedibile e grave, non implica che si debba pensare come risposta un'uscita dall'euro. Per Savona l'ideale per l'Europa "è muovere verso l'unione politica" ed è urgente la creazione di una scuola di istruzione comune europea.

Sul fronte interno, spiega ancora Savona, è sulla crescita e sul rilancio degli investimenti, "tecnicamente possibile", che si gioca il "prestigio" del governo.

In pratica, l'andamento a schema libero generato da anni di interscambio bipartisan - tanto nazionale quanto internazionale - ha generato solamento una crisi di gestione della stessa Europa da cui il vecchio continenta stenta ad uscire in buone condizioni. L'esecutivo deve "realizzare i provvedimenti promessi all'elettorato, soprattutto reddito di cittadinanza, flat tax e revisione della legge Fornero", ma deve anche "tenere conto" delle preoccupazioni dei mercati in relazione alla possibilità che la spesa relativa "causi un aumento del disavanzo di bilancio".