Caso Diciotti, Di Maio scarica Salvini e si schiera con Mattarella

Regolare Commento Stampare

In ogni caso, il ministro dell'Interno esprime "stupore per il Quirinale che è intervenuto in una decisione che competeva al governo e rammarico per i magistrati della procura siciliana".

Mattarella, infatti, ha ribaltato il "no" allo sbarco dato inizialmente dal ministro dell'Interno Matteo Salvini. "La cosa importante è che con l'intervento del Presidente Mattarella si è sbloccata la situazione", ha sottolineato Di Maio. Sono scesi in poco più di 40 minuti dalla nave Diciotti i 67 migranti che erano stati soccorsi dal rimorchiatore Vos Thalassa e poi trasbordati sulla nave della guardia costiera. Se ci sono state violenze qualcuno deve pagare, deve valere la certezza della pena, mi auguro che la procura faccia bene e in fretta. L'equipaggio avrebbe detto di essersi sentito minacciato gravemente quando i naufraghi hanno scoperto che la nave li stava riportando indietro. Gli altri saranno condotti nel Cie di contrada Milo. Credo che abbia competenza la magistratura, lo dicono le leggi dello Stato, ma bisogna dare un messaggio chiaro: i cittadini si aspettano che la giustizia trionfi sempre. "Se il presidente della Repubblica vuole capire cosa ho fatto e cosa farò sono a disposizione, ma nessuno mi farà cambiare idea sul fatto che la lotta ai trafficanti di uomini per me è una priorità del Paese". "Prima di piazzare in albergo a 35 euro al giorno personaggi che hanno aggredito marinai volevo che le indagini spiegassero agli italiani cosa è accaduto".

E' cominciato lo sbarco dei 67 migranti dalla nave Diciotti che si trova ormeggiata nel porto di Trapani.

Sono ore difficili per il governo, per la prima volta a un passo da una rottura difficile da sanare. La volontà di Salvini di non buttare benzina sul fuoco in merito all'intervento di Mattarella lascia intendere che non ci sia il disegno di rompere l'alleanza e far tornare tutti al voto, tuttavia la presa di posizione di Di Maio è una sfida evidente.

Diversa è l'opinione del vicepremier Luigi Di Maio, che si è schierato dalla parte di Mattarella nello scontro aperto tra il Viminale e il Colle. Sono il sudanese Ibrahim Bushara e il ganese Hamid Ibrahim. "Se ci sono violenti vanno in galera e non in albergo se non ci sono violenti perchè qualcuno ha mentito questo qualcuno ne pagherà le conseguenze". Le organizzazioni umanitarie presenti al molo di Trapani (Intersos, Medici Senza Frontiere, Oim, Save the Children, Unicef e Unhcr) avevano espesso "profonda preoccupazione per il ritardo chiedendo di "agevolare urgentemente le operazioni di sbarco".