Agcom, il 2017 anno della consacrazione della tv liquida

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Il 2017 è stato anche l'anno che secondo Agcom consacra la 'televisione liquida' con una stima di circa 3 milioni di cittadini che guardano abitualmente la tv in streaming e in numero 3/4 volte superiore che scaricano abitualmente contenuti televisivi sui propri device.

E' la fotografia scattata dal presidente dell'Autorità per le garanzie delle comunicazioni, Angelo Marcello Cardani, nella Relazione annuale al Parlamento. "La tv tradizionale - precisa - manifesta comunque importanti segni di tenuta" sia in termini di risorse sia di ascolti, con 25 milioni di contatti medi nel prime time.

Nel periodo che va dal 2012 al 2017, riporta la relazione, si sono verificati mutamenti strutturali nel valore assoluto e nel peso dei mercati che compongono l'ecosistema delle comunicazioni, che ha subito una contrazione complessiva delle risorse economiche pari al 12%, con differenze anche significative tra le diverse componenti. Quanto al mercato di riferimento, i ricavi del settore delle comunicazioni, nel 2017, hanno raggiunto quota 54,2 miliardi di euro, in crescita dell'1,2% rispetto all'anno precedente: la fetta più grossa (32,2 miliardi, +0,9%) è delle comunicazioni, con la rete fissa che cresce del 3,8% a 16,4 miliardi e la mobile che cala dell'1,9% a 15,8 miliardi.

Nel 2017 sono raddoppiati gli accessi alla banda ultralarga, che sono passati da 2,3 a 4,5 milioni (quelli su rete fissa sono aumentati di un milione). Tuttavia "l'aumento della raccolta pubblicitaria e' dovuto esclusivamente all'online, che cresce ancora a due cifre e vale ora 2,2 miliardi (la raccolta pubblicitaria di quotidiani, periodici e radio assieme non arriva a 1,9 miliardi), mentre quasi tutti i mezzi tradizionali registrano un andamento negativo".

Per fare un esempio, il presidente di Agcom dice che sono "solo sei le App installate da più di 1 miliardo di utenti nel mondo e tre imprese detengono otto delle dieci app più scaricate (Facebook, Google e Facebook)". Google e Facebook sono naturalmente i principali beneficiari di questo trend. In compenso la tv resta "il mezzo con la maggiore valenza informativa, sia per frequenza di accesso anche a scopo informativo, sia per importanza e attendibilità percepite", mentre Internet "cresce come mezzo di informazione, oltre che come veicolo pubblicitario", ma "l'attendibilità percepita" delle fonti online "rimane mediamente inferiore rispetto a quella delle fonti tradizionali".

"Una seconda direttrice concerne il grado di neutralita' e di trasparenza degli algoritmi, sia con riferimento alle operazioni di gerarchizzazione e di indicizzazione delle news, sia con riguardo al potere di indurre i cittadini a determinati comportamenti (acquisti, stili di vita, opinioni)".

Nell'illustrare la Relazione dell'Agcom, Cardani ha ricordato come questi giganti del web "si impongono come monopolisti, anche quando la loro posizione non corrisponde perfettamente al modello consueto di chi controlla un mercato". Per Cardani la crisi dell'editoria "e la contestuale ascesa di Internet quale tendenziale mezzo sostitutivo" è un problema che investe "governo e Parlamento" e richiede "una riflessione di ampio respiro".