Savona: "Uscita da euro? Teniamoci pronti"

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Il ministro degli Affari Europei Paolo Savona cita Dahrendorf quando scrisse, dopo la caduta del muro di Berlino, il libro '1989, Suggerimenti a un amico polacco', per mettere in guardia "contro tutti i sistemi che finiscono in 'ismo': Comunismo, socialismo, capitalismo e anche l'europeismo che è diventato un'ideologia". Quanto alle polemiche che hanno preceduto la sua nomina Savona si è limitato a dire: "Dal momento che sono stato delegittimato dai media ho cercato legittimazione democratica". "Una delle mie case, Banca d'Italia, mi ha insegnato a essere pronti non ad affrontare la normalità ma il cigno nero, lo choc straordinario, che bisogna essere pronti ad affrontare". "L'assenza di pieni poteri della Bce sul cambio causa una situazione in cui la crescita dell'economia dell'eurozona risulta influenzata, se non determinata, da scelte o vicende che accadono fuori dall'Europa". "È per questo che mi sono mosso in questo modo". Una posizione, quella dell'economista, che non rappresenta una sorpresa, anzi: si ricorderà che un mese e mezzo fa l'accordo di governo tra M5s e Lega ha rischiato di saltare proprio per il no del Colle al nome di Savona come ministro dell'Economia.

"Se alla Bce non vengono affidati compiti pieni sul cambio ogni azione esterna all'eurozona si riflette sull'euro senza che l'Unione europea abbia gli strumenti per condurre un'azione diretta di contrasto". In sintesi, secondo Savona, la Banca centrale europea dovrebbe avere uno statuto simile a quello della Fed, la banca centrale degli Stati Uniti. "Non ha alcun senso un piano B. Ha senso un piano di riforme europee che parta da una nuova stagione riformista per l'Europa che metta al centro il lavoro, la competitività delle imprese in Europa", ha aggiunto.

Tenere conto della preoccupazione dei mercati Il ministro ha quindi fatto notare che "le dichiarazioni rese ai massimi livelli che l'Italia non intende uscire dall'euro e rispettare gli impegni fiscali hanno rasserenato il mercato, ma lo spread non scende perché il nostro debito pubblico resta esposto ad attacchi speculativi". "Lo spread - ha aggiunto Savona - resta elevato perché gli operatori attendono di conoscere come il governo intende realizzare i provvedimenti promessi all'elettorato, soprattutto reddito di cittadinanza, flat tax e revisione della legge Fornero".