Dietrofront di Hamilton: "Accetto le scuse di Raikkonen"

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Un miracoloso secondo posto non è abbastanza per Lewis Hamilton che, terminato il gran premio di Silverstone, parcheggia la sua monoposto sotto il podio e se ne va, non aspettando di rispondere alle classiche domande di Martin Brundle. I due giri sono stati praticamente identici, forse ho perso qualcosa in rettilineo. La safety car ha reso tutto più complicato ma è stata una bellissima battaglia. Non è stato facile trovare un modo per sorpassarlo; credo di averlo sorpreso. Mi spiace non aver potuto regalare loro una vittoria. "Io ho lottato, non ho mollato e mai mollerò". L'errore è stato mio, meritavo la penalità. Tra quei tre, anche Brendon Hartley al quale pare non debba andarne bene una, e non sempre per causa sua: stavolta, dopo il drammatico incidente nelle libere che ha distrutto la sua macchina per il cedimento della sospensione, hanno sostituito la scocca appena in tempo per prendere il via, ma per concludere subito dopo un giro con problemi. E ricordo anche che Riccardo, la sera a cena, mi disse che i piloti dei jet militari dovevano sopportare fino a 7G ma avevano una tuta speciale che ne diminuiva gli effetti. Hamilton invece, dopo un contatto con Raikkonen in partenza si ritrovava a fondo gruppo e costretto ad una rimonta assai difficile. "Se ha scherzato ci ridiamo sopra, se no vale ciò che ho detto". Non c'era niente di deliberato, certo che è stancante vedere che due volte nelle ultime tre gare una Ferrari rovina addosso a una nostra vettura. Vettel si era sottoposto a lunghe sedute di fisioterapia e ha corso con un cerotto medicato.

Dopo la gara di ieri, Seb allunga il proprio vantaggio in classifica a otto punti e lo stesso discorso vale per la Ferrari, dato che la Scuderia di Maranello si presenterà ad Hockenheim con venti lunghezze di vantaggio sul team Campione del Mondo.