Russia 2018, il Mondiale parla inglese

Regolare Commento Stampare

In un Mondiale finora piuttosto sorprendente, si palesa anche un'interessante prospettiva: nessuno dei giocatori rimasti in lizza ha mai disputato una finale di Coppa del mondo: la Francia, finalista nel 2006 al Mondiale tedesco, non ha veterani dell'avventura di dodici anni fa; l'ultima finale dell'Inghilterra risale al 1966, mentre Croazia e Belgio non sono mai nemmeno arrivate all'ultima partita decisiva. I pochi coraggiosi che sono scesi in piazza, secondo il leader del gruppo, hanno voluto denunciare i soprusi delle autorità: "Durante i campionati di calcio hanno spaventato la gente" - ha dichiarato Stalin - "minacciando di mandare ai lavori forzati tutti gli agitatori, o multarli con milioni di rubli".

Il sogno è durato tanto, probabilmente molto più a lungo di quanto i protagonisti stessi si augurassero, ma alla fine è stato spezzato nel modo più crudele: i calci di rigore.

La Nazionale fiamminga ha iniziato in modo positivo i Mondiali 2018, chiudendo al primo posto e a punteggio pieno il proprio girone. Sappiamo anche chi li ha persi, e questa non poteva essere che la RAI che ci inondava di immagini di Salvini e Martina mentre tutti stavano guardando da un'altra parte.

Il Belgio, dopo la sofferta ma entusiasmante rimonta contro il Giappone agli ottavi (da 0-2 a 3-2), ha battuto una grande favorita come il Brasile nei quarti.

Caro Direttore, siamo alle battute finali ma sappiamo già chi ha vinto questi Mondiali di Russia. Francia vs Belgio, in campo martedì 10 giugno, è sicuramente il match con più incognite.

Alcuni giorni fa Travid Tygart, numero uno dell'USADA (agenzia mondiale antidoping), aveva adombrato dei sospetti sulle prestazioni russe, al di sopra delle aspettative: "La nazionale russa deve sottoporsi a test aggressivi per salvaguardare la fiducia del pubblico verso l'integrità dei Mondiali".

Domani sarà il turno di Croazia contro Inghilterra. Al di là delle interviste in lingua fiamminga e in francese, nello spogliatoio si parla spesso inglese, a testimonianza di una interessante tentativo, ad ora ben riuscito sul piano calcistico, di riunificazione culturale.

Gara che vivrà su di un certo equilibrio, entrambe le squadre proveranno a concedere poco all'avversario.