Brexit: si dimette anche Boris Johnson. Corbyn: "May ceda il passo"

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Boris Johnson ha rassegnato le dimissioni da ministro degli esteri del governo britannico, diventando il terzo ministro in 24 ore a uscire dal governo in polemica con i piani di Theresa May su una Brexit "soft".

Theresa May ha accettato le dimissioni di Boris Johnson dalla carica di Ministro degli esteri.

May continua quindi a difendere la sua linea e reagisce così alle doppie dimissioni, del ministro per la Brexit David Davis prima, e del ministro degli Esteri, Boris Johnson poi. La premier, più volte contestata dall'aula durante il suo intervento, ha assicurato che questa piattaforma garantirà l'uscita del Regno Unito dall'Ue, dal mercato unico e dall'unione doganale, ma pone anche le condizioni per una nuova partnership doganale con Bruxelles, per un libero commercio sui beni industriali e agricoli e confini aperti in Irlanda.

La Brexit terremota il governo May. "È pericoloso". E sul suo successore che dovrà portare avanti i negoziati con l'Ue, dice: "May ha bisogno di un ministro sulla Brexit che la aiuti a realizzare la sua strategia".

Le dimissioni di Johnson sono un altro duro colpo per la premier, che domenica sera aveva dovuto incassare l'addio del ministro per la Brexit David Davis, rimpiazzato da Dominic Raab.

La decisione di Davis è stata stata presa dopo che May si era garantita il sostegno del governo e del parlamento al suo piano di uscita. Il leader Jeremy Corbyn ha detto che il governo di Theresa May è sprofondato "nel caos", è "incapace di raggiungere un accordo" con l'Ue e deve "cedere il passo a chi è capace". Concessioni interpretate da diversi deputati della corrente dei falchi come un cedimento, ma su cui inizialmente la premier sembrava aver ricomposto una sia pur fragile unanimità in seno al gabinetto. Con molti osservatori che danno già per scontata una sfida imminente alla leadership Tory della May. Né manca chi, dalla trincea dei "remainer" più irriducibili, rilancia alla fine di tutto il processo anche lo scenario di un referendum bis sulla Brexit.