Usa, in vigore dazi per 34 miliardi di dollari su import Cina

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La Cina dovrebbe rispondere sempre oggi con contro-dazi della medesima entità.

Le tensioni tra i due contendenti si sono sviluppate per tutta una serie di questioni, dal commercio alla presenza militare americana nel Mar Cinese Meridionale, per cui Pechino si è ripetutamente lamentato. E' quanto minaccia il presidente Usa, Trump, nei confronti della Cina. Per la Cina si tratta di un danno sul Pil del Paese dello 0,2%. Finanziari, azionari, valutari e delle materie prime, dalla soia al carbone. L'incertezza incombe sulle aziende, sulla filiera e sui piani di investimento, ha affermato. In serata, il Ministero del Commercio cinese ha anche sporto protesta formale al Wto (l'Organizzazione Mondiale del Commercio) per l'introduzione di dazi da parte degli Stati Uniti, ma ai primi colpi del conflitto commerciale sparati oggi potranno seguirne altri a breve. "Le misure saranno un attacco di fatto alle reti logistiche e del valore globali". "In termini più semplici, gli Usa stanno aprendo il fuoco sul mondo intero, inclusi se stessi", ha detto il portavoce Gao Feng. L'amministrazione Trump ha invece accusato la Cina di utilizzare tattiche predatorie e illegali per contrastare la supremazia tecnologica americana. Le tempistiche relative all'effettiva entrata in vigore delle nuove tariffe resta per ora indefinita.

I dazi per 34 miliardi, annunciati nelle scorse settimane, sono in vigore dalle ore 12 del 6 luglio ora locale di Pechino (le 6 del mattino in Italia). Un'arma a doppio taglio che potrebbe essere percepita come segnale dell'outlook incerto dell'economia cinese alle prese con gli effetti imprevedibili della guerra commerciale. Insomma, la guerra commerciale USA Cina è appena all'inizio. L'obiettivo di Trump è di forzare Pechino a impegni concreti e quantificabili, a cominciare dall'aumento promesso delle importazioni di prodotti agricoli ed energia statunitensi.

La cancelliera Merkel si è detta disponibile a ridiscutere i dazi sulle auto, ma a livello globale e non solo tra Europa e Usa (Bloomberg).

Secondo gli Stati Uniti, le tattiche della Cina consistono nel richiedere alle società straniere tecnologia in cambio dell'accesso al vasto mercato cinese. Quest'ultimo ha annunciato una reazione immediata, alle mosse deleterie della Casa Bianca, mediante la stretta sulle importazioni dei prodotti realizzati nel paese asiatico.