Thailandia: bloccati nella grotta, l'evacuazione non è imminente

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Ma, nonostante il supporto di squadre di aiuti giunte da tutto il mondo, la situazione resta in un drammatico stallo. "Dobbiamo preparare le forniture ossigeno, consumate quasi tutte in questa prima operazione salvataggio", ha spiegato il Governatore dell'area che richiama tutti ad "assicurarci che le condizioni rimangano stabili per poter cominciare il salvataggio degli altri ragazzi".

Il morale è basso e tutti, anche i soccorritori, sono stremati. "I ragazzi sono pronti ad affrontare qualsiasi sfida" ha detto il capo dei soccorsi Narongsak Osottanakorn ai giornalisti. A quanto si sa, ognuno dei ragazzi è dotato di una maschera facciale a ossigeno, di una muta resistente alle asperità delle rocce e di un paio di guanti rinforzati per potersi tenere lungo la sagola del percorso in maniera salda. La maggior parte del tragitto per uscire dalla grotta è "percorribile a piedi" e il livello dell'acqua ora è il più basso degli ultimi giorni.

In mattina è caduto come un macigno l'allarme sui livelli di ossigeno: sono scesi a 15 per cento, ben sotto alla norma (21%). Una quota rischiosa, ancor di più per ragazzi debilitati dalla lunga prigionia sottoterra.

Ai 12 ragazzi intrappolati nella grotta del nord della Thailandia dal 23 giugno sono stati dati, in previsione dello sforzo per uscire dalla cava iniziato oggi e portato a termine per sei di loro, "cibo altamente digeribile e altamente energetico, con abbastanza di minerali".

- Dovranno nuotare sott'acqua in un'acqua fangosa e mossa. La Thailandia già lo considera un eroe: come tantissimi thailandesi impegnati al campo base della grotta, Saman Guman aveva preso ferie dal suo lavoro per dare il suo contributo. Nella speranza di individuare un'entrata alternativa, i soccorritori stanno esplorando il territorio circostante.

Secondo lui, altri due bambini sono sulla strada. In particolare, uno di essi scende per 400 metri. Quello però in parte ancora allagato. Una cosa descritta come complicata anche per esperti di immersione. Rimarrà probabilmente solo un gesto di buona volontà, perché i tempi non lo consentono.

I medici australiani sono entrati ieri nella grotta per valutare le condizioni di salute dei ragazzi e hanno confermato che erano pronti a partire, ha detto Narongsak.