Manifesto anti Salvini, la lista delle firme di Rolling Stone è taroccata

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La notizia del giorno è la copertina arcobaleno di Rolling Stone Italia che recita: "Noi non stiamo con Salvini".

"Quando voglio dire qualcosa, la dico". In prima persona, avendo la fortuna di poterlo fare in tv, e potendolo fare come tutti qui su Facebook.

"Non puoi decentemente sostenere che siccome altri ti hanno detto che ne avevano già scritto e non avevano modo di ripetere o cambiare, allora questo ti permetteva di prendere oltre ai loro anche brani di altri che erano ignari della tua iniziativa o peggio, come nel mio caso, si erano dichiarati esplicitamente indisponibili, per di più usandone il nome come elemento di richiamo pubblicitario" puntualizza.

"Noi non stiamo con Salvini" titola in copertina Rolling Stone nel nuovo numero. "Rolling Stone si schiera - si legge in un tweet - e insieme a noi musicisti, attori, registi, scrittori e da oggi tutti voi".

Lapidario il commento del vicepremier Salvini: "L'appello artisti?".

I commenti infatti si sposano con quanto esposto da Selvaggia Lucarelli, una forte critica alla libertà di espressione e all'utilizzo politico di una rivista musicale. "Si vergognino i disinformati che dicono e scrivono il contrario".

Ma Enrico Mentana non ci sta ad essere liquidato in questa maniera. Non so, non ho ancora letto la rivista - conclude Mentana - So però che il suo direttore mi aveva chiesto l'adesione, e la risposta è stata chiara.

La Lucarelli esordisce ricordando i suoi trascorsi lavorativi alla redazione della rivista: "Sono stata tre mesi a Rolling Stone e francamente un appello per una società aperta, libera e moderna me lo sarei aspettato più da Erdogan che dal mondo Rolling Stone Italia". "Con sorpresa ho trovato il mio nome tra gli aderenti a questa iniziativa (a meno che "Enrico Mentana, giornalista" non sia un omonimo)". E quindi Mentana è andato all'attacco: "È un caso di malcostume, trasandatezza, sciatteria?"

Andiamo avanti con chi, completamente fuori da ogni logica, pensa che gli artisti siano tutti milionari annoiati pieni di figli, guardie del corpo, vivano una vita dissoluta e soprattutto per questo non si rendano conto della realtà:.perché naturalmente, fare l'artista non è un lavoro vero, soprattutto se usi la tua esposizione per "rubare i soldi dei terremotati" (?)Il ribaltamento definitivo della realtà poi avviene davanti alle minacce di segnalazione da parte dei seguaci di Salvini: Rolling Stone incita all'odio.

E' probabilmente per questo che il direttore del tg di La7 ha sentito il bisogno di diffondere una smentita, sottolineando di non aver mai accettato di prendere parte ad un'iniziativa del genere, ma di essere stato semplicemente contattato dal direttore di Rolling Stone, e di aver poi rifiutato a chiare lettere.