Caccia ai saldi estivi anche in Calabria

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In questo senso il Codacons ha già fatto sapere che nelle regioni dove i saldi sono già stati avviati c'è stata "una politica più aggressiva da parte dei commercianti, con sconti medi decisamente più pesanti rispetto al passato". Ma anche Luisa Spagnoli.

Altri dati arrivano dalla Coldiretti, che sempre in occasione dell'avvio dei saldi estivi, ha pubblicato un'analisi in merito all'influenza del commercio elettronico. "Ed è per questo che vogliamo supportare i negozi di vicinato proponendo loro, attraverso corsi di formazione ad hoc, nuovi approcci alla vendita e nuove forme di comunicazione e promozione dei prodotti che li contraddistinguono, consentendogli di offrire ai loro clienti un servizio di qualità sempre più alta". Secondo le stime dell'Ufficio studi Confcommercio ne approfitteranno circa 15 milioni di famiglie puntando su abbigliamento, calzature, pelletteria, accessori e articoli sportivi. La dicitura generalizzata "la merce a saldo non si cambia" vale perciò esclusivamente per i casi in cui questa facoltà spetta comunque all'esercente. Le previsioni di Confcommercio e Confesercenti per la provincia di Arezzo e più in generale per la Toscana, parlano di un budget per famiglia fra i 225 e i 300 euro, ma non tutti faranno shopping con i saldi. Se il cambio non è possibile, ad es. perché il prodotto è finito, avete diritto alla restituzione dei soldi (non ad un buono).

Entrerà in un negozio che trabocca di gente con la scusa di dare la rinomata 'occhiata' agli scaffali stracolmi; osserverà la merce con l'indolenza tipica di chi vuole convincere se stesso che quel ribasso al 50% stampato sul cartellino proprio non gli fa effetto; entrerà nel camerino con il braccio a mo' di attaccapanni "per vedere di nascosto l'effetto che fa"; infine, davanti a uno specchio che riflette l'espressione compiaciuta per i risultati della dieta iniziata ieri, andrà via dal negozio con la sua bella busta di acquisti "meritati". Il vizio del capo deve essere denunciato entro 60 giorni dalla data nel quale viene scoperto.

Il secondo principio riguarda la prova dei capi: non c'è obbligo ma è rimesso alla discrezionalità del negoziante.

L'operatore commerciale ha l'obbligo di fornire informazioni veritiere in merito agli sconti praticati sia nelle comunicazioni pubblicitarie (che, anche graficamente, non devono essere presentate in modo ingannevole per il consumatore) sia nelle indicazioni dei prezzi nei locali di vendita. Tuttavia nulla vieta di porre in vendita anche capi appartenenti non alla stagione in corso.

Obbligo del negoziante di indicare il prezzo normale di vendita, lo sconto e il prezzo finale.