Istat, frena la crescita italiana ma positivo il mercato del lavoro

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In Italia la popolazione a rischio di povertà o esclusione sociale è pari al 30% (18.136.663 individui), in aumento rispetto all'anno precedente.

Dell'Italia intera è ancora il mezzogiorno ed essere il più colpito dal rischio povertà, i dati parlano del 46,9% degli individui risultanti aa rischio povertà o comunque a rischio di esclusione sociale: al nord invece questo dato si ferma al 19,4%. Rallenta la produzione industriale, mentre accelerano i consumi delle famiglie.

L'obiettivo contro la povertà prefissato dall'Europa entro il 2020 appare molto lontano per l'Italia: occorrerà fare passi da gigante a tal proposito per avvicinarsi sempre più a tale obiettivo che rimane fondamentale in quanto la riduzione della povertà e il primo tra i problemi che un qualsiasi governo dovrebbe porsi. In Italia la quota di ragazzi 15enni che non raggiungono la sufficienza in lettura è del 21% (19,5% nel 2012), mentre si attesta al 23,3% in matematica e scienze (rispettivamente 24,6% e 18,7% nel 2012) in leggero peggioramento rispetto ai tre anni precedenti. Contestualmente, è aumentata la disuguaglianza del reddito disponibile, che ha toccato il valore minimo (5,2) nel 2007 e quello massimo (6,3) nel 2015. Il valore più elevato da maggio 2017.

Nel 2017 il rapporto tra il tasso di occupazione delle donne di 25-49 anni con figli in età prescolare e il tasso di quelle senza figli continua ad essere basso, benché sia migliorato negli anni. Ma la presenza delle donne nei luoghi decisionali, economici e politici continua a rimanere bassa: un terzo nel Parlamento nazionale e nelle società quotate in borsa, un quinto nei consigli regionali e meno di un quinto negli organi decisionali (Autorità della privacy, Agcom, Autorità della concorrenza e del mercato, Corte Costituzionale, Consiglio Superiore della Magistratura, Ambasciatori, Consob).